Augusta, chance per il castello svevo Dieci milioni per i restauri

AUGUSTA. Dieci milioni di euro il recupero di una parte del castello svevo, il monumento simbolo della città che domina l'Isola e che ospiterà il museo del Mediterraneo. Ammonta a questa somma, infatti, il progetto di restauro, redatto dalla Sovrintendenza ai Beni culturali di Siracusa e inserito all'interno della programmazione europea 2007-2013, del "Poin", il piano operativo interregionale che sostiene e promuove la migliore fruibilità e valorizzazione di siti di "rilevante interesse culturale di cui l'amministrazione regionale ha piena titolarità, con l'obiettivo di rafforzare la politica di valorizzazione e fruizione di beni culturali e paesaggistici a fini turistici". In totale sono 135 milioni di euro che serviranno a finanziare 46 progetti sparsi per la Sicilia tra cui il castello svevo, che ormai si trova in condizioni di degrado assoluto e che rischia seriamente il crollo se non si interviene al più presto. Il progetto è stato inserito, in extremis, alla riapertura dei termini, dall'assessore regionale ai Beni culturali, Maria Rita Sgarlata, che a qualche mese dal suo insediamento lo scorso aprile, aveva fatto anche tappa in città e si era resa conto di persona dello stato di degrado in cui versa il maniero federiciano, annunciando in quell'occasione degli interventi di recupero, ma non è immediatamente cantierabile come lo sono invece altri. Anche se prevede tempi abbastanza ristretti, e cioè che nel giro di qualche mese venga espletata la gara d'appalto per l'avvio dei lavori, pena la perdita dei fondi e soprattutto è finalizzato alla fruizione, se pur parziale del monumento. I finanziamenti vengono, infatti, concessi purchè entro il 31 dicembre del 2015 il bene simbolo della città, da anni ormai chiuso alla fruizione sia, invece, riaperto al pubblico in quel tratto in cui sarà consolidato. Da qui l'idea di ospitare il museo del Mediterraneo moderno nel quale sarà raccolto ed offerto al pubblico l'imponente patrimonio che racconta la storia dei popoli e della geografia del Mediterraneo. Il progetto dovrebbe così consentire di "salvare" almeno un parte del castello, i cui ultimi lavori di consolidamento e messa in sicurezza delle fondazioni, finanziati con i fondi della legge 433/91 post sisma, per poco più di due milioni e 800 mila euro, coordinati dalla Sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa, risalgono a circa tre anni fa e che, però, non hanno permesso, fino ad oggi, di riaprilo al pubblico.

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