Siracusa, Archivio

I servizi sociosanitari agli «sgoccioli», i sindaci: dalla Regione niente fondi

SIRACUSA. Servizi di assistenza e aiuti già sospesi o in procinto di esserli, utenti bisognosi allarmati, cooperative in sofferenza e lavoratori senza stipendi da mesi. È un vero e proprio bollettino di guerra quello venuto fuori dalla conferenza di ieri mattina al palazzo di via Minerva riguardante lo stato di grande difficoltà che da tempo denunciano i comuni del distretto socio-sanitario 48. Dito puntato contro la regione, i suoi ritardi, i rinvii e la totale assenza di sensibilità e responsabilità su una emergenza sociale prossima ormai a esplodere. A farsi interpreti di questo stato di cose a nome dei sindaci del distretto sono stati l’assessore comunale alle Politiche sociali Liddo Schiavo, il sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa, il sindaco di Floridia Orazio Scalorino e l’assessore ai Servizi sociali di Floridia Gaetano Vassallo. Annunciando tra l’altro lo slittamento della manifestazione di protesta a Palermo. «Siamo fortemente allarmati - ha detto Schiavo - la Regione non ha ancora provveduto a liquidare per quanto riguarda il distretto 48 l’ultima annualità, quella scaduta alla fine del 2012, e non da nessun segnale sulla nuova programmazione che sappiamo già subirà una decurtazione di circa il 60 per cento. In queste condizioni non si può amministrare».Per servizi già resi il distretto con i suoi 11 comuni attende oltre un milione di euro. «Siamo in uno state tale che non possiamo chiudere i bilanci, non possiamo programmare i servizi a venire e nel frattempo - dice il sindaco Giansiracusa - dobbiamo fronteggiare il disagio ed i bisogni di tantissimi cittadini a cui non siamo nelle condizioni di poter dare risposte. Una protesta la nostra destinata ad estendersi». In discussione c’è la sopravvivenza di tantissimi comuni che tra tagli, ritardi, rinvii restano con le casse vuote. «I sindaci sono in trincea, oggi più che mai - dice il sindaco Scalorino - che ci fanno eleggere a fare se poi non ci danno gli strumenti per amministrare. Siamo noi l’interfaccia della gente, dei cittadini che chiedono aiuto. La nostra è una difficoltà reale. Se continua così a settembre consegneremo a Crocetta fasce e chiavi della città». Alle difficoltà legate alla 328 si sommano poi quelle sui bilanci sempre più leggeri di ogni singolo comune. Solo nel capoluogo Schiavo per fronteggiare le emergenze sociali che pesano sulla sua rubrica ha stimato un fabbisogno di bilancio di 6 milioni di euro. «Soldi appena sufficienti per garantire l’ordinario - dice Schiavo - e non è detto che siano poi disponibili».Una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dal governo nazionale con i fondi Pac. Associazioni e cooperative hanno sollecitato la presentazione di progetti.

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