Palazzolo, la «notte nera» dell’economia Trecento imprenditori vogliono resistere

PALAZZOLO. Più di 300 gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, gli agricoltori che martedì sera hanno invaso le strade di una Palazzolo senza luce. L'iniziativa è partita da due imprenditori del luogo, Sebastiano e Marcella Monaco, e ha visto l'adesione del più del 90 per cento delle attività commerciali del paese montano. A sostenerla Comune, Cna, i liberi cittadini che hanno sfilato per le vie del paese con la sola illuminazione della candela o torcia. Un faro ha poi illuminato una tavola imbandita con i prodotti locali in piazza San Sebastiano. Un gesto simbolico e al contempo eclatante, suggestivo, per alzare la voce contro il dissesto dell'economia locale schiacciata soprattutto dalle tasse. «La pressione fiscale lorda - afferma Giampaolo Miceli, coordinatore piccole e medie imprese - nella nostra provincia è pari al 67 per cento, ciò significa che le imprese, piccole e medie, lavorano più per versare contributi allo Stato. Inoltre, abbiamo testato come le nostre imprese, pur di salvaguardare il personale, stanno rastrellando i propri bilanci. Ciò ha una spiccata valenza sociale, ma è sintomo di come queste realtà sono ormai in ginocchio». Cosa chiedono le imprese di Palazzolo? Chiedono che il paese diventi una zona franca per le eccellenze, un regime fiscale più vantaggioso per prendere una boccata di ossigeno. «La voce è stata unica perché uniche sono le problematiche delle varie categorie - ha commentato Marcella Monaco, artigiana di Palazzolo, promotrice dell'iniziativa -. E' stato un momento emozionante che ha trovato il sostegno di tutti. A fianco ai commercianti, imprenditori, artigiani, anche famiglie e bambini».
 

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