Può avere un solo pannolone al giorno Siracusa, protesta dei familiari di un disabile

Il disservizio nella fornitura degli ausili è stato segnalato ai vertici dell’Asp, alla Regione ma anche alla Procura
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Provate a prendervi cura di un disabile su sedia a rotelle e per di più incontinente e provate a gestirlo con 1,04 pannoloni per 24 ore e vi accorgerete che è lesivo per la dignità sia del disabile che del familiare che se ne prende cura. È l’amaro sfogo di T.P. che ormai esasperata per ritardi e insufficienze nella fornitura dei cosiddetti ausili di assorbenza per incontinenza, ha scritto ai vertici dell’Asp, al Tribunale per i diritti del malato, all’assessore regionale alla Sanità, al presidente della Regione ed alla Procura della Repubblica. Denunciando quello che è diventato un vero e proprio calvario. Una situazione già difficile da gestire quando i cosiddetti pannoloni venivano forniti direttamente dalle farmacie sulla base di attestazioni mediche ad hoc, ma che secondo quanto denunciato dalla donna impegnata nell’assistenza del marito di 87 anni, sarebbe praticamente precipitata con l’appalto di fornitura ad esterni. Da allora, come riportato nella lettera di denuncia è stata una lotta continua innanzitutto per avere garanzie sul rispetto delle date di consegna degli ausili e sulla tipologia. E poiché le forniture coprono determinati periodi è stato evidenziato come in caso di ritardo anche di due settimane la ditta incaricata della fornitura non recupera la mancata fornitura. Con l’ultima consegna fatta alla famiglia siracusana, quella del 20 maggio scorso, si tocca il fondo. Viene fatta una consegna per un totale di 135 pannoloni - si legge nella lettera - che dovrebbe coprire tre mesi che divisi per 92 giorni si traduce in 1,04 pannoloni al giorno. C’è da piangere. Posso capire che l’aziende deve risparmiare, ma sempre sulla pelle dei poveri disgraziati?.   Una situazione che col tempo è dunque degenerata considerato che l’autorizzazione rilasciata dall’Asp alla famiglia in questione prevedeva nel 2010 di fruire per ogni mese tramite farmacia di 3 pannoloni e una traversa al giorno. Nell’ultimo anno la vicenda è stata segnalata, denunciata, fatta presente. E la firmataria della lettera evidenzia come non sia mai riuscita ad avere una risposta chiara e definitiva sul numero di pannoloni giornalieri a cui una persona disabile e malata ha diritto. Non mancano poi le riserve anche su Asp e Urp a cui la donna dichiara di essersi rivolta. Tutto quello che dovrebbe essere ovvio in certe situazioni sanitarie - si legge nella lettera - tutto quello che è un diritto, diventa qualcosa da conquistare, da sudare e sempre sulla pelle dei più deboli, nonostante si paghino le tasse. Mi auguro - conclude - che chi di dovere faccia chiarezza, e agisca di conseguenza, in positivo e faccia giustizia.        

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