Siracusa, i barconi dimenticati al Porto Grande «Procedure complesse per rimuoverli»

Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Sono accatastati al Porto Grande, lungo la banchina 4, le carrette del mare usate dai migranti per raggiungere le nostre coste. Sono sotto sequestro, su disposizione della Procura, ma, con il passare del tempo, il rischio è che non basterà più quel parcheggio in acqua, a causa dell’imminente arrivo di altri pescherecci con a bordo disperati provenienti dalle zone più povere del mondo. «Non c’è dubbio - spiega il comandante della Capitaneria di Porto, Luca Sancilio - che sono un ostacolo all’attività portuale ma stiamo cercando di ridurre al massimo i disagi. C’è anche un problema di sicurezza per non parlare del fatto che la banchina 4 potrebbe, a breve, non essere sufficientemente capiente. Siamo in piena emergenza - dice il comandante della Capitaneria di Porto, Luca Sancilio - ed è sotto gli occhi di tutti, perchè, quasi a cadenza giornaliera, assistiamo agli sbarchi degli stranieri». Per smaltire questi barconi c’è una procedura, che, comunque, non è molto rapida, almeno non è lo in posti dove di sequestri di barconi ce ne sono di continui. «Per ogni barcone - spiega il comandante della Capitaneria di Porto, Luca Sancilio - bisogna osservare una procedura necessaria per il suo smaltimento. È previsto un bando, così come è stato deciso dal governo nazionale circa 20 anni fa. La competenza è dell’Agenzia delle Dogane ma spetta alla Capitaneria di Porto indicarne le priorità, osservando alcuni parametri, tra cui la sicurezza, sia per i bagnanti sia per le attività portuali. Un altro criterio è il rischio inquinamento e su questi parametri ci muoviamo. Capite bene che tale sistema è complicato specie quando le imbarcazioni sono tante, Stiamo provando, con tutte le nostre forze, a liberare il Porto dalla presenza dei barconi». Non è che i barconi sono solo nell’area del Porto Grande: altre imbarcazioni, usate dai migranti, sono disseminate lungo le coste dell’intera provincia. «Ci sono altre imbarcazioni - dice il comandante della Guardia Costiera, Luca Sancilio - presenti lungo il nostro litorale, anzi posso dire che ce ne sono 15. Pure queste vanno rimosse, perchè, senza alcun dubbio, rappresentano un pericolo. Stiamo procedendo - aggiunge il il comandante della Capitaneria di Porto, Luca Sancilio - anche per questi e contiamo di farlo nel più breve tempo possibile».

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