Piscina di Pachino, riprendono i lavori: demolite le opere difformi dal progetto

Il cantiere affidato alla ditta «Sice» di Aragona. La struttura doveva essere inaugurata a fine 2012

PACHINO. Prima la lunghissima attesa, poi il sequestro e successivamente il fermo dei lavori. Adesso, la riapertura del cantiere e la demolizione di ciò che era difforme al progetto.
Il «parto» della piscina comunale è complicato, ma pian piano la struttura in cemento di contrada Camporeale sembra prendere forma. Da una settimana, infatti, sono ripesi i lavori di demolizione della ditta «Sice» di Agrigento, affidataria dei lavori, che ha completato la demolizione dell'arcata in cemento armato risultata difforme rispetto alle previsioni progettuali e sta adeguando le opere a quanto era stato previsto. I lavori erano stati sospesi temporaneamente ad ottobre per alcune verifiche strutturali: era necessaria una variazione nella trave centrale che regge la copertura. Anziché una, due unite. E da una settimana sono iniziati i lavori di distruzione di quanto già realizzato. L'impresa «Sice», con sede ad Aragona, in provincia di Agrigento, si è aggiudicata l'appalto dell'opera nel luglio del 2011. I lavori della piscina costeranno 2 milioni 900 mila euro, di cui 2 milioni finanziati nel 2003 dal ministero per i Beni e le attività culturali e destinati alla costruzione o all'adeguamento di impianti sportivi e l'ultima parte del denaro è un mutuo acceso dal Comune a causa dell'eccessiva lievitazione dei costi per gli espropri, tre volte superiori, e per l'adeguamento del progetto. La struttura, che sarà innovativa e completa di spogliatoi e parcheggi, stando al progetto, e omologata anche dal Comitato olimpico nazionale italiano, avrebbe dovuto vedere la luce in un anno. I lavori, infatti, sono partiti il 15 dicembre del 2011 e la fine era prevista per novembre del 2012. Ma ci sono stati diversi intoppi in un cammino che oltre tortuoso si prevede anche più lungo del previsto. Da quando è stato aperto il cantiere la struttura è stata sequestrata dai carabinieri e, successivamente, è finita al centro di un atto intimidatorio con bottiglia incendiaria. Poi sono seguite una serie di dimissioni a catena di responsabile per la sicurezza e direttore dei lavori per le difformità nella realizzazione delle opere, per cui è stata prevista e cominciata la demolizione di alcune parti ritenute difformi. Tra le «complicanze» sorte per la nascita della piscina anche la richiesta di somme aggiuntive da parte della ditta, per avere affrontato delle spese ulteriori rispetto a quanto originariamente previsto. La scorsa settimana, però, è tornata la «pace» ed i lavori sono continuati.

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