Canicattini, discarica e paure: «Un rischio per la falda»

CANICATTINI. «Qualora, cosa che nessuno si augura, la discarica di Stallaini dovesse essere fatta, il rischio di contaminazione delle acque vergini che giungono fino a noi sarebbe altissimo». È il geologo canicattinese Pippo Cugno, sulla base di una lunga serie di studi effettuati, a lanciare l'allarme sulle possibili conseguenze della realizzazione della discarica di rifiuti solidi urbani provenienti da bonifiche di terreni, metalli non ferrosi e avanzi non biodegradabili vicino a Cavagrande del Cassibile.


«La falda acquifera, - spiega il cinquantanovenne, che negli anni '90 aveva difeso il territorio in prima persona per il caso analogo di una discarica (poi non costruita) nella stessa zona - si trova a soli 23 metri di profondità e la porosità della pietra non farebbe che agevolare l'infiltrazione del percolato. Purtroppo la presenza di latomie e cave di pietra - aggiunge - ha attirato più volte gli interessi delle aziende di smaltimento, che vedono in questi siti dei grandi fossati da riempire». Si tratta della possibilità di aprire una discarica in una cava di pietra dismessa e a soli 350 metri dalla riserva (vicino a uno degli affluenti del fiume "Manghisi").


Ed in effetti il governo regionale aveva già revocato i relativi permessi (come confermato anche dal Tar di Palermo) anche se il Tribunale d'appello, di recente, ha nuovamente dato ragione alla ditta che dovrà realizzarla, la "SoAmbiente". Le richieste delle tante associazioni che si stanno mobilitando mirano all'annullamento del permesso concesso, attraverso la Sovrintendenza, in virtù dell'esistenza del cosiddetto "piano paesaggistico". «Ancora una volta - sottolinea il geologo di Canicattini - toccherà prima di tutto ai cittadini e alle associazioni di volontariato tutelare le bellezze paesaggistiche».


Ieri, intanto, è arrivata la presa di posizione dei parlamentari dell'Ars di "Movimento 5 stelle", che inseriranno la vicenda tra i punti da trattare nella prossima seduta d'aula ed hanno già preparato le richieste di accesso agli atti. "Presenteremo subito una mozione - ha detto Stefano Zito, il quale, sull'argomento, aveva già sottoscritto un'interrogazione - al fine di ottenere la revoca delle autorizzazioni". Ma.Pe.

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