Faro, niente nuovi parcheggi d’auto ad Augusta: si potrà utilizzare solo una piazzetta

La decisione definitiva del Comune. E intanto il progettista della riqualificazione dell’area racconta la sua verità

AUGUSTA. Si potrà continuare a parcheggiare per tutta l’estate, fino cioè al 31 agosto prossimo, solo su una delle due piazzetta al faro Santa Croce senza limitazioni d’orario e in attesa che possano definirsi soluzioni a carattere duraturo, come l’avvio dell’iter per l’esproprio delle aree della zona negli anni scorsi usati come posteggio.
Com’era prevedibile non si è trovata nessuna soluzione alternativa al momento, visto che da un lato la commissione straordinaria del Comune non intende sborsare i 16 mila euro per affittare le due aree, così come richiesto dai proprietari che non intendono, a loro volta, aprirlo a gestirlo in proprio. “Stante la particolare situazione dei luoghi la soluzione adottata appare l’unica allo stato attuale percorribile, al fine di recuperare quanti più stalli di sosta nelle piazze soprattutto nelle ore di più intenso traffico veicolare” si legge nella delibera di proroga della sosta.
Ma il progettista dei lavori di riqualificazione dell’area Franco Strazzeri non ci sta a passare per il “colpevole” di questa situazione e ricorda che inizialmente il progetto di riqualificazione del Faro, da lui presentato una prima volta nel 1989 e poi nel 1990 prevedeva il parcheggio al posto delle due piazzette. Ma non piacque alla Sovrintendenza di Siracusa, che gli chiese di modificarlo e il progettista inserì al centro dell’area le due piazzette attuali che sono pedonali, ma anche un parcheggio che si sarebbe dovuto realizzare proprio nelle due aree di terreno che avrebbero dovuto essere espropriate. “I due terreni che avrebbero potuto ospitare fino a 400 automobili sono zona F, dove cioè non si può costruire nulla- spiega Strazzeri- soggette a vincolo perchè si trovano entro i 150 metri dalla battigia, destinate dunque da un punto di vista urbanistico ad aree per attrezzature urbane e comprensoriale e possono essere usate dal comune per i servizi per la balneazione”.
Si tratta di circa 8 mila metri quadrati che, se fossero stati espropriati all’epoca, sarebbero stati pagati 90 centesimi al metro quadrato e quindi sarebbero costati in totale 8000 euro, ovvero il costo attuale come affitto di solo uno dei due terreni che la commissione straordinaria del Comune si rifiuta di pagare. Nel progetto definitivo di riqualificazioni le due aree erano, dunque, previste ma non furono mai espropriate, sia prima che dopo la fine dei lavori, nel 2006 il progettista, su ordine di servizio fece una sorta di variante al progetto che prevedeva la sistemazione temporanea dei due terreni che dovevano essere adibiti, in futuro, a parcheggio per avviare l’esproprio. Le due arre furono ripulite e sistemate, così come richiesto dal comune, ma mai espropriate e solo affittate dal 2006 e fino all’anno scorso.

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