Siracusa, approvato il registro delle unioni civili

Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Siracusa avrà il registro delle unioni civili. Lo ha deciso ieri sera la giunta comunale, che ha approvato il regolamento, che ora attende il via libera effettivo dal Consiglio. Il provvedimento non comporterà oneri per il bilancio. Il regolamento è composto da 6 articoli e consente di equiparare nell'accesso ai servizi, ai diritti e ai benefici scaturiti da atti dell'amministrazione comunale le coppie tradizionali alle coppie legate da «vincoli affettivi», che devono essere composte da «persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, residenti e coabitanti nel comune di Siracusa, di nazionalità italiana o straniera».


Gli interessati «non devono essere legati da vincoli di matrimonio, parentela, adozione, tutela, curatela» o scaturiti da altre forme giuridiche. L'iscrizione nel registro non interferisce «con la normativa in materia di anagrafe e di stato civile, con il diritto di famiglia» e con altre normative civilistiche dello Stato e di altre pubbliche amministrazioni. L'iscrizione al registro si ottiene sulla base di un'istanza congiunta dei due interessati, corredata da autocertificazione circa il possesso dei requisiti e la mancanza di ragioni ostative. L'Amministrazione rilascia un «attestato di unione civile basata su vincolo affettivo inteso come reciproca assistenza morale e materiale».


La cancellazione avviene quando cessa la coabitazione o, su richiesta, per il venir meno del vincolo affettivo. Gli iscritti al Registro sono equiparati a «parente prossimo del soggetto con cui è iscritto». Il Comune «provvede a tutelare e sostenere le unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazione e favorirne l'integrazione nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio».


Per il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo l'approvazione del regolamento sul registro delle unioni civili è «un importante segnale di civiltà che marca un deciso cambio di passo rispetto alle amministrazioni degli ultimi anni». «È un provvedimento - ha aggiunto - che va nel senso della tutela dei più deboli e della minoranze e che, in quanto tale, fa parte dei 10 punti prioritari da me indicati nel corso della campagna elettorale. In questa maniera garantiamo, assicurando dei diritti e un titolo giuridico, quelle persone che convivono e che non possono unirsi in matrimonio».


«Procediamo dunque - ha concluso Garozzo - secondo la strada tracciata dal programma e sono felice che la Giunta abbia aderito con convinzione all'introduzione del Registro». Di
«atto doveroso» ha parlato l'assessore alle Pari opportunità Silvana Gambuzza, che si è detta soddisfatta del provvedimento e dei suoi contenuti.


«Diamo la possibilità a tutti - ha osservato - di vivere come hanno deciso di fare ma in un ambito di regole, di diritti condivisi e di tutele. Si tratta di un importante passo in avanti sul piano delle pari opportunità che rispecchia la società e che andava fatto per equiparare le persone. Essendo un regolamento, la parola finale spetta al consiglio comunale, ma ritengo che i contenuti sono tali da rendere agevole un accordo».

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