Siracusa, Archivio

Augusta, carenza di parcheggi al Faro: sì all’esproprio di due terreni

La proposta è della commissione del Comune per superare i disagi estivi

AUGUSTA. Verrà avviato l'iter per l'esproprio dei due terreni, di proprietà privata all'interno della zona balneare del Faro Santa Croce, da adibire a parcheggio. È questa l'intenzione della commissione straordinaria che gestisce il Comune che intende così affrontare e risolvere, in maniera definitiva, il problema della carenza di parcheggi alla località balneare più frequentata dagli augustani che rischia di diventare sempre ”caldo” e che prima o poi dovrà essere definito visto che si ripresenterà ad ogni stagione estiva. «Abbiamo deciso di avviare l'iter per la pratica dell'esproprio - ha detto ieri mattina il prefetto Maria Carmela Librizzi- si tratta però di un procedimento che ha i suoi tempi, nell'immediato stiamo ancora cercando qualche soluzione anche con ulteriori sopralluoghi nell'area, per quanto riguarda la requisizione non pensiamo possa essere effettuata visto che è un procedimento a cui si ricorre nei casi di estrema situazione di pericolo». Sembra, invece, più difficile arrivare ad un accordo con i proprietari delle due aree, da parte sua il Comune che in questo momento sta cercando di far quadrare i conti non intende spendere 16 mila euro per l'affitto dei terreni. Una storia vecchia quella della mancanza di un'area dove parcheggiare nella zona balenare del Faro, che risale al 2006, quando cioè il Faro fu interessato dai lavori di riqualificazione costati poco più di 900 mila euro che, però, non portarono alla realizzazione del parcheggio. Prima di allora, infatti, non c'erano stati particolari problemi di spazio per le auto non essendoci le due piazzette che oggi invece si trovano al centro dell'area. All'epoca, infatti, si parcheggiava proprio nello spazio riservato alle due piazze, una delle quali oggi è stata temporaneamente destinata a parcheggio. A seguito delle polemiche la passata amministrazione, nel maggio del 2006, firmò il primo contratto di locazione per l'acquisizione temporanea di una delle due aree di proprietà privata alle spalle della scogliera. Poi fu affittata anche la seconda area, la locazione era riservata solo al periodo estivo, cioè da giugno a settembre e così si è andati avanti per altri sei anni, cioè fino all'anno scorso.

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