Siracusa, gli ex dipendenti del "Despar": lasciati senza nessun aiuto

SIRACUSA. "Nessun sostegno economico da parte del ministero delle Finanze per poter tirare avanti".  La protesta è degli quattordici ex dipendenti del punto vendita Despar, di corso Umberto chiuso dal 10 dicembre dopo l'avvio del concordato preventivo accordato alla catena Aligrup. "La vertenza non è stata gestita con equità - ha spiegato uno dei lavoratori, Stefano Cavalieri - finora abbiamo ricevuto solo una parte delle indennità di cassa integrazione che riguardano il periodo compreso tra dicembre scorso e marzo, mentre manca il decreto di finanziamento della parte che dovrebbe consentirci una copertura economica fino alla fine di dicembre prossimo. In queste condizioni non possiamo tirare avanti a lungo. Lo facciamo perché abbiamo parenti che ci stanno aiutando, ma non è una soluzione che può continuare". I quattordici dipendenti sono rimasti fuori dal circuito produttivo insieme ai sei ex addetti del punto vendita Despar di Francofonte. Anche il tentativo portato avanti da parte della segreteria provinciale della Filcams Cgil che aveva chiesto un interessamento da parte della Copp adriatica per acquisire il punto vendita non ha sortito alcun effetto. "Abbiamo la sensazione di essere stati abbandonati - ha detto Cavalieri - avevamo chiesto anche un confronto in Prefettura, ma della nostra vertenza non si ha alcuno sviluppo, peraltro sono state date priorità all'inserimento dei centouno addetti che hanno ripreso a lavorare in contrada Fusco, mentre la restante parte è rimasta senza alcuna occupazione".

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