Avola, le fiamme vicino alle abitazioni: «Emergenza che si ripete»

La protesta delle famiglie della zona di via Caia: «Quell’area non è stata ripulita dalle sterpaglie»

AVOLA. Ci ha pensato probabilmente la mano di qualche ignoto piromane, non pensando ai rischi e al pericolo che avrebbe potuto causare ai residenti della zona, a "bonificare" con il fuoco una vasta area di terreno invasa da sterpaglie ed estesa per oltre sette ettari ed inserita tra via Alessandro Caia, via Corrado Nastasi e via Labriola. Ieri pomeriggio prima dell'arrivo sul posto di due squadre di vigili del fuoco del distaccamento di Noto, un pick-up e un’autobotte, sono stati momenti di paura e panico per gli abitanti delle case che si affacciano soprattutto in via Caia, invase dal fumo spinto dal vento verso il quartiere mentre il fuoco ha raggiunto i confini tra il terreno e la strada asfaltata. Molti dei residenti di via Caia e delle strade limitrofe, tra imprecazioni e paura, hanno preferito abbandonare le case e uscire in strada mentre a bloccare la circolazione sulla strada sono stati i militari dell'Arma di una pattuglia dei carabinieri della locale Stazione. Le fiamme sospinte dal vento in poco tempo hanno raggiunto i muri di recinzione della sede della Telecom e nella parte opposta di via Labriola anche il muro dell'asilo nido comunale. La vasta area di terreno abbandonato andato in fiamme, oltre sette ettari, è in parte o in toto di proprietà del Comune perché soggetta ai vincoli di esproprio delle decine di particelle catastali, e periodicamente durante il periodo estivo viene incendiata. Magari con l'intento di eliminare i pericoli. «L'interno del terreno abbandonato è infestato da topi e rettili, oltre che pieno di spazzatura - si sfoga una anziana donna residente a ridosso del terreno -. E questo incendio, così come ogni anno, succede perché gli amministratori comunali malgrado da tempo abbiamo segnalato il pericolo, non hanno provveduto a bonificare la vasta area di terreno dalle sterpaglie ed erba secca. Io i danni li farei pagare agli amministratori che invece di pulire e mettere in sicurezza zone meno pericolose avrebbero dovuto per primo bonificare questo terreno che puntualmente viene incendiato, mettendo a rischio l'incolumità fisica di noi residenti e le nostre abitazioni».

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