Il prefetto di Siracusa: «Lotta dura contro la corruzione»

Cerimonia in piazza Duomo seguita da decine di persone. Consegnate nove onorificenze

SIRACUSA. «La corruzione distrugge tutto e per questo servono rinnovate energie materiali e morali e serve riscoprire il senso dello stare insieme». Sono le parole che il prefetto Armando Gradone ha rivolto alle tante persone che ieri mattina hanno seguito, in piazza Duomo, le celebrazioni per la Festa della Repubblica. Davanti alle autorità civili e militari e al comandante di Marisicilia, Roberto Camerini, Gradone ha ricordato come «l’Italia oggi debba misurarsi con una crisi tra le peggiori della sua storia. Le condizioni di vita delle famiglie stanno peggiorando e ci sono disperazione e povertà». Ma uno dei ”cancri” peggiori è la corruzione. «L’Italia di oggi - ha detto il prefetto - può e deve vincere questa sfida. Possiamo recuperare quello spirito che ci ha portati ad essere una grande nazione. La situazione attuale ci chiama tutti in causa». Le sfide da vincere del resto sono tante. «La politica deve promuovere il benessere pubblico - ha aggiunto Gradone - e deve avere rigore, trasparenza e imparzialità nella gestione della cosa pubblica. Tutti insieme dobbiamo poi lottare contro la criminalità, serve una lotta senza quartiere a tutte le mafie». La cerimonia, alla presenza del coro e della banda dell’istituto «Karol Wojtyla», ha poi visto la consegna delle benemerenze. L’onorificenza di cavalieri è andata a: Salvatore Franco Conti, Carmelo De Leo, Pier Paolo Elia, Ennio Garro, Raffele Macauda e Michelangelo Malaga. La medaglia d’onore invece è stata assegnata ad Aurelio Carpinteri, Alfonso Graci, onorificenza ritirata dalla figlia Lucrezia, e Gerardo Catenazzo, la medaglia è stata ritirata dalla figlia Antonietta.

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