Pachino, distrutta la casa di un’ambientalista «Intimidazione contro l’attivismo»

PACHINO. «Un gesto molto grave e merita una risposta ferma e decisa». Questo l'appello di Legambiente Sicilia, guidata da Mimmo Fontana, a seguito di un atto intimidatorio subito da una attivista portopalese dell'associazione ambientalista a cui è stata distrutta la casa in un raid vandalico. È stato messo a segno quindici giorni fa l'assalto ad una abitazione alla periferia del paese marinaro, di proprietà di un pescatore portopalese. L'autore del raid, stando a quanto emerso dalle prime indagini, sarebbe penetrato nell'abitazione, utilizzata nel periodo estivo, da una finestra. La furia «cieca» si è riversata contro mobili, oggetti e tutto ciò che si trovava all'interno dell'abitazione. La vicenda è stata segnalata alle forze dell'ordine ed è anche scattata una indagine in tal senso, per tentare di ricostruire l'atto vandalico e risalire alle cause che avrebbero potuto scatenare una sorta di «vendetta» ai danni dell'abitazione del pescatore. Gli investigatori stanno scavando nella vita della famiglia, ma sarebbe stata esclusa l'attività dell'uomo. Le indagini, a quanto, pare si sarebbero concentrate sull'impegno ambientalista della moglie, originaria della provincia di Catania. La donna, infatti, sarebbe stata tra le sostenitrici di diverse iniziative a tutela dell'ambiente nella zona dell'Isola delle correnti, tra cui la realizzazione di alcune attività imprenditoriali sull'arenile antistante all'isolotto. «I vigliacchi che hanno agito nell'oscurità - è il messaggio lanciato dalla segreteria di Legambiente Sicilia -, si troveranno di fronte tutta l'associazione impegnata a continuare le battaglie di legalità e trasparenza. L'atto di intimidazione che, nei giorni scorsi, ha colpito una nostra socia è molto grave e merita una risposta ferma e decisa». Sul fatto vige stretto riserbo da parte delle forze dell'ordine e delle stesse vittime dell'atto intimidatorio. «Questi vigliacchi - si continua il comunicato diffuso dalla segreteria regionale di Legambiente -, che hanno agito nell'oscurità tentando di seminare ansie e paure, devono sapere che hanno tutta la Legambiente davanti e impegnata a continuare le battaglie di legalità e trasparenza. Noi non ci faremo intimidire, coerentemente ci impegneremo affinché le spiagge siano libere e il mare sia di tutti e non di pochi privilegiati». La richiesta di Legambiente è indirizzata alle forze dell'ordine e alla magistratura «Fare piena luce - si legge sul comunicato -sull'attentato, trovare gli autori e arrestarli. Solo così si può fermare sul nascere una spirale di violenza e minacce che creerebbe non poche preoccupazioni tra tutti i cittadini liberi e onesti».

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