Riqualificazione del Porto Grande, Figura: "Via ai lavori entro giugno"

L’ingegnere capo: «Prima dell’inizio dell’estate ripartiremo dal Molo. Poi riporteremo i cassoni alla Marina»
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. «I lavori per la riqualificazione delle banchine del Porto Grande ripartiranno in estate». Ad annunciarlo, durante il convegno organizzato da «Sos Siracusa» nei locali dell’area marina protetta del Plemmirio, è stato l’ingegnere capo del Comune Andrea Figura. «Il nostro obiettivo era di partire a metà maggio - ha spiegato Figura - forse ci sarà qualche ritardo ma comunque entro l’inizio dell’estate avviere tutti gli atti amministrativi e i primi interventi». Il nuovo via riguarderà in una prima fase il Molo Sant’Antonio mentre per il Foro Italico le cautele e le discussioni sono più ampie anche per evitare di creare disagi agli operatori turistici. «Siamo dialogando sia con la Capitaneria di porto che con gli operatori - ha aggiunto Figura - probabilmente rimanderemo alla fine dell’estate l’avvio dei lavori al Foro Italico ma bisogna anche chiarire che il trasferimento dei cassoni dall’area in cui si trovano attualmente, nella zona industriale, alla Marina deve avvenire obbligatoriamente in estate perchè servono le giuste condizioni meteomarine».
Figura è intervenuto durante il convegno che ha visto la presenza anche del comandante della Capitaneria di porto Luca Sancilio, del dirigente dell’istituto nautico Giambattista Totis, del presidente dell’associazione «Sviluppo del porto di Siracusa», Giovanni Diana, di Giuseppe Ansaldi e degli architetti Vincenzo Latina ed Enrico Reale che hanno realizzato il progetto per la realizzazione di una stazione marittina. L’ingegnere capo, entrato nel dettaglio dell’intervento spiegando che al Molo potranno attraccare grandi navi da crociera e traghetti mentre il Foro Italico continuerà ad essere un attracco per la nautica da diporto, ha fornito anche i tempi di realizzazione di tutte le opere. «Appena potranno ripartire i lavori - ha concluso Figura - sperando non ci siano ulterio intoppi, dovremmo concludere tutte le attività entro due anni e mezzo».

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