La crisi travolge negozi e posti di lavoro. Romano: «Uno sportello di ascolto»

L’iniziativa presentata con Agen e Zammitti: «Vanno sostenuti gli imprenditori in difficoltà economica»

SIRACUSA. Il fallimento dell’attività economica può indurre gli imprenditori ed i commercianti più disperati a gesti drammatici. Quanto accaduto lunedì scorso ad un esercente di 62 anni, che si è impiccato nella sua casa, ha scosso profondamente la città ma non è una coincidenza che la Confcommercio abbia presentato proprio ieri mattina l’apertura di uno sportello, «Ascolto psicologico» con l’obiettivo di offrire un sostegno alle persone sull’orlo del tracollo finanziario. Saranno messe a disposizione le utenze della Confcommercio, spetterà poi all’associazione «In-Dipendenza» fornire l’assistenza, in modo gratuito, con il proprio staff di psicologi. Si tratta della prima iniziativa in Italia della Confcommercio ed i dettagli sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa a cui hanno preso parte il presidente provinciale, Sandro Romano, il vice presidente nazionale, Pietro Agen, e la psicologa, Barbara Zammitti, dell’associazione «In-Dipendenza».
I numeri della crisi sono stati snocciali da Romano che denuncia una situazione economica giunta ormai al collasso nella nostra provincia, ben più grave di quella delle altre realtà siciliane. «È il sistema che è collassato - dice Romano - basti pensare che in due anni la nostra provincia ha perso 14 mila posti di lavoro contro i 25 mila in tutta l’isola. I consumi si sono ormai ridotti anche quelli dei farmaci. Questo vuol dire che le persone non si curano. Si è registrato un crollo negli acquisti di medicinali intorno al 20 per cento ed ora anche i discount, dopo il boom degli anni scorsi, sono in difficoltà». Tra poco, anche in città, sarà aperto un nuovo sportello, targato Confcommercio, che verrà incontro alle imprese, alle attività commerciali ed alle famiglie sommersi dai debiti ed affogati dalle banche. «Creeremo un pool - ha detto Pietro Agen - per reagire alle aggressioni da parte degli istituti bancari, con cui occorre ormai una strategia d’attacco. Non bastano più i Confidi, che, per anni, hanno consentito di agevolare le imprese». In città, l’assistenza ai debitori sarà fornita dalla Fondazione «Siracusa è Giustizia». «Il nostro sostegno - spiega Sandro Romano - sarà rivolto a tutti, commercianti e non, spesso vittime del cosiddetto anatocismo, il calcolo degli interessi sugli interessi. Forniremo le nostre conoscenze ed abbiamo scovato nel decreto «Salva Italia» di Monti la possibilità per le banche di aggredire tutto lo stipendio dei creditori, anziché un quinto, come era prima».

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