I 15 dipendenti ex Rit senza lavoro: "Basta rinvii, mantenere gli impegni"

L’assunzione doveva arrivare a gennaio ma a distanza di oltre tre mesi non è stato firmato nessun contratto

SIRACUSA. «Siamo stanchi di continui rinvii e risposte vaghe, vogliamo tempi certi». Attendono da oltre un anno, le promesse scritte nel bilancio non sono ancora state mantenute e all’orizzonte c’è la fine della mobilità. Sono ormai all’esasperazione i 15 ex dipendenti della Rit che ancora una volta si sentono «presi in giro».

La vicenda va avanti ormai da mesi, da quando, dopo il fallimento della «Rit» era stato siglato un accordo che prevede il passaggio dei 15 dipendenti alla nuova ditta che svolge per il Comune il servizio di archiviazione ottica. Quell’intesa, però, non è mai stata rispettata, nemmeno davanti alle risorse previste nel bilancio approvato dal consiglio comunale lo scorso mese di novembre. «Non sappiamo più a chi rivolgerci - raccontano Anna Cartia, Fabrizio Gentile, Graziella Aprile, Alessia Di Stefano e Lucia Palmieri, un gruppo dei dipendenti ex ”Rit” -. Da un anno e mezzo chiediamo solo di poter riprendere il nostro posto di lavoro». L’approvazione del bilancio sembrava aver risolto la questione con il gruppo di lavoratori che avrebbe dovuto riprendere servizio già a gennaio.

«E invece - continuano i lavoratori - fino a questo momento abbiamo solo assistito a continui rinvii. Da gennaio siamo arrivati ad oggi e ancora non si sa nulla». I 15 dipendenti della ex «Rit» hanno incontrato più volte il dirigente del Personale, Vincenzo Migliore, ma anche lo stesso commissario straordinario del Comune, Alessandro Giacchetti. Dal Comune però non sono arrivate risposte nè all’orizzonte sembrano profilarsi notizie positive per i dipendenti che con l’accordo sottoscritto ormai 14 mesi fa avevano anche accettato una forte riduzione delle ore settimanali.

Nel ”mirino” finiscono anche i sindacati. «Non ci hanno tutelati per niente - aggiungono i lavoratori che si sono adesso affidati all’Ugl -. Anzi ci sentiamo abbandonati». Il rischio più forte è che con l’avvicinarsi delle elezioni possano arrivare nuovi ritardi. «Non vorremmo - concludono Cartia, Gentile, Palmieri, Aprile e Di Stefano - che con le elezioni arrivino nuovi ritardi e problemi. Noi chiediamo solo tempi certi perchè manca solo la determina dirigenziale e non capiamo per quale ragione ancora non sia stata firmata».

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