Il giovane di Ferla finito nel pozzo: in sei indagati per tentato omicidio

Tra i fermati c’è anche una donna: avrebbero voluto dare una lezione al ventitreenne

FERLA. Avrebbero organizzato una vera e propria spedizione punitiva attirando in una trappola la vittima, con cui avrebbero intrattenuto rapporti equivoci diventati di recente burrascosi, conducendola in una zona appartata a ridosso della necropoli di Pantalica. Una volta lontano da occhi indiscreti il gruppo ha consumato il diabolico piano, che nelle intenzioni doveva portare a dare un forte segnale e impartire una severa lezione, riempiendo di botte la vittima e gettandone il corpo ferito e sanguinante dentro un pozzo. A salvare il malcapitato è stata una escursionista che, effettuando un trekking nella zona la mattina del 16 marzo scorso (l’aggressione, della quale non è stata data alcuna notizia, è stata consumata nella notte tra il 15 ed il 16) ha udito i lamenti provenienti dal pozzo e, accortasi dell’uomo che giaceva sul fondo, ha dato l’allarme facendo accorrere sul posto le squadre di soccorso che hanno provveduto a recuperare il ferito trasportandolo all’ospedale “Umberto I”. I medici, dopo avere accertato la gravità delle lesioni, hanno disposto il trasferimento della vittima a Messina dove si trova tuttora ricoverata. A distanza di quasi tre settimane dal grave episodio di sangue i carabinieri hanno eseguito la notte scorsa, su disposizione del pubblico ministero Tommaso Pagano, il fermo di indiziato di delitto con l’accusa di tentato omicidio di sei persone, tra cui una donna legata da vincoli di parentela ad uno degli indagati, tutti residenti a Ferla, Sortino ed uno ad Avola. Si tratta di giovani, in età compresa fra 20 e 30 anni, come la vittima, che conoscevano e frequentavano. Per tutta la giornata di ieri il magistrato inquirente ha sottoposto ad interrogatorio gli indagati negli uffici della caserma dei carabinieri di Sortino alla ricerca di ulteriori riscontri agli indizi probatori raccolti nel corso degli accertamenti. Sul conto degli indagati, che hanno nominato quali difensori gli avvocati Sebastiano Blancato, Natale Vaccarisi, Giovanna Cicero, pesano le dichiarazioni rese dalla vittima, A.V., 23 anni, originario della Svizzera ma da diverso tempo residente a Ferla, più volte interrogato dai carabinieri durante la degenza in ospedale. Gli inquirenti hanno ricostruito alcune vicende che hanno preceduto l’aggressione e che rimandano al deterioramento progressivo dei rapporti tra la vittima e gli indagati, alcuni dei quali avrebbero denunciato nel recente passato la parte offesa per molestie, diffamazione e tentata violenza sessuale. Sullo sfondo vi sarebbe una storia di equivoche relazioni a sfondo sessuale.  

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