La biglietteria del parco archeologico. I commercianti: «Abbandonati»

I venditori ambulanti: «I lavori nella struttura di Casina Cuti sono stati ultimati ma non si è mosso nulla»

SIRACUSA. La biglietteria del parco archeologico della Neapolis resta in via del Paradiso ed esplode la rabbia dei venditori ambulanti. Non c’è pace per gli operatori che gestiscono i box di souvenir a Casina Cuti. Da da oltre tre mesi, ormai, dopo l’esplosione della querelle tra la Regione e l’impresa «Novamusa», i venditori ambulanti fanno i conti con la chiusura della biglietteria, presente a Casina Cuti, per l’ingresso al parco archeologico della Neapolis. Dopo la rescissione del contratto con «Novamusa», la biglietteria è stata sposta lungo via del Paradiso e a nulla, fino a questo momento, sono serviti gli appelli e le richieste dei commercianti che spingono perchè la struttura ritorni a Casina Cuti. A rendere più complicata tutta la vicenda ci sono poi i lavori iniziati e completati ormai da dieci giorni da parte del Comune che ha sistemato la struttura che fino a dicembre ospitava i dipendenti di «Novamusa». L’obiettivo era quello di riportare prima possibile la biglietteria nell’area di Casina Cuti ma di trasferimenti, al momento, non se ne parla. E i commercianti tornano a protestare. «Da oltre dieci giorni - spiega Agesilao Benigno, uno dei venditori ambulanti - il Comune ha completato gli interventi. Voglio ricordare che noi ci siamo spostati in questa zona, da via del Paradiso, solo perchè ci era stato garantito che la biglietteria sarebbe stata sistemata vicino ai nostri box». Cosi, da oltre tre mesi non è. «La stagione turistica sta per entrare nel vivo - continua Benigno - e non si è mosso nulla. La direzione del servizio parco archeologico ha presentato nuove richieste al Comune, per spostare la biglietteria. Richieste che ci sembrano un pretesto per non modificare l’attuale situazione. Vorremmo però ricordare alla dirigente, Amalia Mastelloni, che qui si parla di famiglie che lavorano e che in questo momento non sanno come andare avanti». Qualche critica arriva anche nei confronti dell’amministrazione comunale. «Fino a questo momento ci si è mossi attraverso lettere inviate sia alla Regione che al servizio parco archeologico - ha concluso il venditore ambulante - ma di concreto, purtroppo, nulla. A questo punto probabilmente è necessaria una strategia diversa con scelte più incisive. Non possiamo continuare a non lavorare». Sulla vicenda interviene proprio la dirigente del servizio parco archeologico. «Ho scritto al Comune chiedendo una serie di documenti - ha spiegato Mastelloni - ma non ho ricevuto alcune risposte. Come ente pubblico devo seguire determinate procedure. Vorrei comunque che si tenessero in conto anche le lamentele dei visitatori».  

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