Siracusa, intimidazione al presidente della Provincia: un fermo

Nel mirino Nicola Bono al quale Sebastiano Garofalo, 56 anni, avrebbe bruciato la porta del garage dell'abitazione
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Avrebbe agito per vendetta e per un sentimento di rivalsa nei confronti del presidente della Provincia regionale di Siracusa Nicola Bono al quale avrebbe bruciato la porta del garage dell'abitazione. Con le accuse di incendio doloso e minacce, gli agenti del commissariato di Avola hanno posto in stato di fermo Sebastiano Garofalo, 56 anni, agente della polizia provinciale di Siracusa sospeso dal servizio da qualche tempo dopo che era rimasto coinvolto in un'inchiesta della Procura di Siracusa su casi di assenteismo nell'ente. Secondo gli investigatori Garofalo, che a seguito di quella vicenda venne sospeso dal servizio dal presidente Bono, avrebbe nel tempo covato un sentimento di rivalsa nei confronti dell'esponente istituzionale. Un sentimento del quale, spiegano gli investigatori, non avrebbe fatto mistero tanto da averlo
più volte manifestato anche in presenza di altre persone. L'intimidazione al presidente della provincia di Siracusa risale al 21 febbraio scorso quando venne appiccato il fuoco alla porta del garage della sua abitazione di Avola, dove vive. Le fiamme in breve si estesero anche alla facciata del piccolo stabile. A disporre il fermo è stato il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Siracusa Antonio Nicastro. Garofalo, rintracciato stamane nella sua abitazione a Siracusa, è stato rinchiuso nel carcere di Cavadonna. Nei prossimi giorni dovrà comparire davanti al Gip.

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