Mensa scolastica, via piselli e funghi dal menù dei bimbi

È una delle novità annunciate sul servizio dopo giorni di proteste. «Alcune pietanze saranno eliminate o modificate - spiega il consigliere comunale Salvo Sorbello - e rendere il menù più gradito ai bambini»

SIRACUSA. Via piselli e i funghi dal menù della refezione scolastica. È una delle novità annunciate sul servizio dopo giorni di proteste. «Alcune pietanze saranno eliminate o modificate - spiega il consigliere comunale Salvo Sorbello - e rendere il menù più gradito ai bambini». Sorbello ieri ha pranzato in una scuola della città, e lo farà ancora. «Premesso che non mi sono mai occupato di questo servizio, competenza della Pubblica istruzione - dice Sorbello - ho ieri mattina avuto modo anche di interloquire con il dirigente di riferimento. Che mi ha assicurato la fine a breve del regime di proroga del servizio e l’avvio di una nuova gara. Questo significa concorrenza, e la concorrenza ha sempre benfici su efficenza e qualità». Sorbello pranzerà a scuola anche nei prossimi giorni. «Il Comune deve assolvere appieno al compito di garante delle famiglie e del cittadino - dice - occorre garantire una mensa con livelli accettabili di qualità e gradimento. Presenterò una relazione al commissario anche sulla base delle testimonianze raccolte. E sono innumerevoli. Tra queste anche la segnalazione riguardante un paio di budini con muffa, poi ritirati in una scuola della città». Un caso ”isolato”, registrato al decimo istituto di via Gela, che è stato comunque segnalato agli uffici competenti. Attenzione anche sulla tipologia di frutta servita ai bambini. «Quando si consegna un’arancia - ha precisato - il bambino non può sbucciarla. E non è compito delle maestre occuparsene, anche se poi lo fanno». Intanto dal Comune arriva una precisazione a proposito della posizione assunta dal servizio di Medicina scolastica sul piatto unico tre volte a settimana. «Dal Comune - si legge nella nota - non è stata mai avanzata alcuna richiesta in questi termini, la quale per altro non avrebbe nulla di anomalo visto che come confermato oggi dallo stesso servizio di Medicina scolastica, proprio le tabelle per la refezione, valide in tutto il territorio nazionale, prevedono tale possibilità. Si respinge l’idea secondo la quale il Comune possa sostenere soluzioni fuori dalle norme». P. L.

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