Quattro dimissioni in pochi giorni: il consiglio di Rosolini sta "sparendo"

Nessuno vuole sostituirli. L’ultimo a lasciare è Andrea Macauda che lancia l’allarme: qui non si può fare politica

ROSOLINI. È emorragia continua dal consiglio comunale di Rosolini. Ieri mattina il consigliere Andrea Macauda, esponente della maggioranza che sostiene il sindaco Nino Savarino, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Macauda, eletto nel 2008 nelle file del Mpa, ha continuato la sua esperienza in consiglio con il “gruppo Macauda”, designando come assessori al bilancio Salvatore Macauda, Giovanni Frasca ed attualmente Giovanni Castiglia. Nel novembre del 2012 vide andare a fuoco l’auto di sua proprietà, una “Chrysler Voyager” parcheggiata davanti alla sua abitazione di via Bellini. Circa 15 giorni dopo fu data alle fiamme l’ufficio medico dell’ex assessore Giovanni Frasca.

“La mia non è una rinuncia all’azione politica –ha detto Macauda-, bensì vuole essere un segnale forte, uno scatto d’orgoglio a tutto quello che sta succedendo. Oggi non ci sono più i termini affinchè un consigliere comunale possa parlare tranquillamente e svolgere attività politica. E anche l’amministratore è condizionato da questo clima. Spero che il mio passo indietro possa invogliare ancora di più le forze dell’ordine ad accendere i riflettori su Rosolini”.

Con Macauda sono quattro i consiglieri che si sono dimessi dal consiglio. Prima di lui, infatti, avevano presentato le dimissioni Piergiorgio Gerratana e Vincenzo Sparacino del Pd, e Maurizio Rizza della lista “Aria Nuova”.

Tutte dimissioni arrivate dopo gli atti incendiari che ad uno ad uno stanno colpendo gli esponenti della vita politica rosolinese. La presidente Patrizia Calvo, intanto, ha convocato un consiglio comunale in seduta “straordinaria ed urgente” per venerdì 15 febbraio con all’ordine del giorno la surroga dei quattro consiglieri comunali dimissionari. Una surroga che a questo punto diventa difficile da realizzare. Al posto di Sparacino dovrebbe entrare in consiglio il primo dei non eletti del Pd Marco Latino, che però ha già manifestato la sua intenzione di continuare il progetto iniziato con “Civica” e quindi declinerà l’ingresso in consiglio. Anche il secondo dei non eletti, Giorgio Barreca, non entrerà consiglio. “Sarebbe meglio che si dimettessero tutti -ha detto Barreca-, dai consiglieri, al sindaco, agli assessori. Bisogna lanciare un messaggio forte. In ogni caso non avrebbe senso entrare in consiglio a tre mesi dalle votazioni e quindi senza la possibilità di portare avanti un progetto per la città”.

Al posto di Maurizio Rizza, invece, dovrebbe subentrare il primo dei non eletti della lista “Aria Nuova”, Enzo Vigna. “Entrare in consiglio? –ha detto Vigna-. Non ho ancora ricevuto niente da parte dell’ amministrazione comunale ma in ogni caso non accetterò sicuramente. In soli tre mesi sarebbe solo una formalità senza senso”.
Primo dei non eletti nella lista “Alleanza Democratica”, dove è stato eletto Piergiorgio Gerratana passato poi con il Pd, è invece Giorgio Giuca: “Entrare in consiglio? E’ un “no” scontato”.

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