Giunta a Pachino, Campisi rimane: «Nessuna intenzione di lasciare»

Il vicesindaco rigetta le voci di dimissioni: «Saldo il rapporto di collaborazione con i tre consiglieri»

PACHINO. Campisi è ”riapparso” e il mistero è stato chiarito: non solo il vicesindaco non si è dimesso, ma non ha alcuna intenzione di farlo. Un ”tira e molla” che va avanti, oramai, da diverse settimane e che lo stesso Peppe Campisi, assessore all’Urbanistica, Bilancio, Tributi e Finanze della giunta guidata dal sindaco, Paolo Bonaiuto, ha voluto chiarire in prima persona. Senza alcun filtro. «È stato detto – ha dichiarato Campisi -, ed è stato scritto che mi sarei dovuto dimettere per motivi personali, ma sarebbe stato superficiale. Penso che i motivi personali non possono e non debbono condizionare il lavoro che si svolge, soprattutto, quando si occupa una carica istituzionale per il governo cittadino». Non ci sono motivazioni personali, dunque, dietro a quella che doveva essere la scelta di Campisi di lasciare la giunta. Ma non ci sono nemmeno fratture di tipo politico o fiduciario. «Sarebbe superfluo dimettermi – ha raccontato Peppe Campisi -, soprattutto perché ho un ottimo rapporto fiduciario e di collaborazione con i tre consiglieri di maggioranza, Corrado Giannì, Davide Terzo e Sebastiano Gabeli, che mi hanno voluto e ancora mi sostengono».
Non più di tre giorni fa, corre l’obbligo di sottolinearlo, i tre consiglieri citati dal vicesindaco hanno comunicato, per bocca di Giannì, che lo stesso Campisi avrebbe manifestato l’intenzione di dimettersi venerdì. Dimissioni che mai sono arrivate all’ufficio protocollo del palazzo municipale di via XXV Luglio. Campisi minimizza. «Credo con assoluta certezza – ha continuato il vicesindaco -, che il consigliere Corrado Giannì abbiamo frainteso la mia volontà. Ho voglia di continuare a lavorare e collaborare». E nemmeno si può parlare di un rapporto incrinato con il primo cittadino, Paolo Bonaiuto. Anche, perché, avrebbe potuto ritirare le deleghe se così fosse stato. «C’è un rapporto di stima e fiducia – ha sottolineato Campisi -, anche con il sindaco, che mi ha nominato e con cui voglio continuare a cooperare». Elencati una serie di validi motivi per cui Campisi avrebbe potuto lasciare il suo posto nell’esecutivo, ne rimane solo uno: l’incompatibilità con uno dei componenti del collegio dei revisore dei conti, il nipote Salvatore Pace. «Non mi esprimo su questa vicenda – ha voluto precisare il vicesindaco Campisi -, oramai se ne sta occupando il mio legale».

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