Augusta, i precari del Comune senza contratto: il ricorso sul tavolo del Tar di Catania

Gli ex Lsu chiedono la stabilizzazione e lamentano «la grave inerzia fino ad ora tenuta dall’amministrazione»

AUGUSTA. È finto sul tavolo dei giudici del tribunale amministrativo di Catania la vicenda dei precari in forza al Comune di Augusta che non sono stai stabilizzati entro il trentuno dicembre scorso. Una sessantina degli 84 lavoratori che prestano servizio nei vari settori del Comune ormai da diversi anni hanno, infatti, presentato formale ricorso con cui chiedono che il tribunale etneo attesti «l'inerzia dell'amministrazione comunale» nei loro confronti e la contraddittorietà delle delibere adottate negli ultimi mesi che andavano, invece nella direzione della stabilizzazione. Il mese scorso, prima che scadesse il termine ultimo del trentuno dicembre 2012, utile per procedere con la stabilizzazione, erano stati 36 i precari, che poi sono quasi raddoppiati nel recente ricorso al Tar, ad aver richiesto ufficialmente l'avvio del procedimento di stabilizzazione con l'attivazione del bando di concorso. Gli ex Lsu avevano inviato una diffida al commissario straordinario del Comune, Antonio La Mattina, attraverso l'avvocato Antonio Barone, decidendo di impugnare tutte le clausole dei contratti sottoscritti, che prevedono un termine nel rapporto di lavoro, visto che non si tratta di lavori a progetto, ma di fatto stabili e duraturi. E contestando principalmente «l'illegittima e gravemente colpevole inerzia sinora tenuta dall'Ente» nei loro confronti e l' atteggiamento contradditorio dell'amministrazione, visto che nel programma triennale delle assunzioni approvato dal commissario La Mattina era prevista la stabilizzazione. La commissione regionale per l'impiego, inoltre, aveva approvato il piano di fuoriuscita proposta nella delibera di giunta con conseguente ammissione del piano di stabilizzazione. Da parte sua il commissario La Mattina che ha affidato l'incarico di rappresentare il Comune davanti al Tar all'avvocato Luigi Sciarrino del foro di Palermo, sostiene che il Comune «si trova in condizioni economicamente deficitaria tant'è che - si legge nella delibera - sono state avviate le operazioni preliminari per il cosiddetto dissesto parziale dell'Ente al fine del riequilibrio finanziario pluriennale. La facoltà di assunzione sono soggette alle disposizioni normative di finanza pubblica e che nel rispetto delle condizioni di legge il Comune potrebbe procedere ad assunzioni nei limiti del 40 per cento della spesa sostenuta per il personale che ha cessato il servizio nell'anno precedete,e che nel 2011 ha riguardato solo 16 unità di personale».

 

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