Il grido dei pescatori di Portopalo: «Riaprire il mercato ittico o si muore»

Chiesto anche il dragaggio del porto oltre a una serie di interventi minori. Il sindaco: entro febbraio le risposte

PORTO PALO. "Riapertura del mercato ittico e dragaggio del porto: interventi prioritari e fondamentali per il rilancio della marineria e dell'economia". Hanno le idee chiare i pescatori dell'associazione "San Francesco di Paola" riguardo a cosa serve al comparto ittico per poter parlare ancora di futuro. Sabato sera nella sala conferenza della Banca di credito cooperativo i pescatori si sono confrontati con l'amministrazione comunale sulle problematiche che attanagliano il settore, che sta attraversando un periodo di grave crisi.
Al primo posto della lunga lista di ciò che deve essere risolto c'è quel mercato ittico, chiuso da cinque lunghissimi anni. "Puntiamo alla riapertura - ha dichiarato Attilio Nardo, presidente dell'Assopesca - perché la volontà degli armatori e dei pescatori appartenenti all'associazione è tale. Altrimenti questa marineria avrà ulteriori problemi oltre a quelli con cui già deve fare i conti". Alla struttura del porto, che per diverse volte è anche stata utilizzata come centro di prima accoglienza per ospitare migranti clandestini reduci dagli sbarchi sulla costa, sono stati effettuati già diversi lavori di adeguamento. "Vorremmo conoscere - ha continuato Nardo - con chiarezza l'idea di gestione che ha l'amministrazione. Penso sia impensabile che una marineria come quella di Portopalo rimanga senza mercato: di fatto siamo tornati indietro di vent'anni".
L'idea dei pescatori è quella di puntare ad una gestione del mercato affidata direttamente all'associazione "San Francesco di Paola", oppure una sorta di gestione mista assieme al Comune. E quest'ultima ipotesi pare sia vicina agli intendimenti del governo cittadino guidato dal sindaco, Michele Taccone. Non solo mercato nella lista dei problemi, ma anche l'insabbiamento del porto, le imbarcazioni clandestine abbandonate, i servizi igienici, acqua e luce. Ed anche i fanali e la boa di segnalazione, i parabordi e l'illuminazione del porto. "Tutti vecchi problemi - ha aggiunto Attilio Nardo - che solleviamo da anni e che non sono mai stati risolti. Il problema dell'insabbiamento oggi è diventato una urgenza primaria, proprio come quella del mercato". Poi le "carrette del mare" in stato di fatiscenza. "Basta entrare al porto - ha voluto sottolineare Nardo - e vedere lo scempio che c'è. Anche da un punto di vista ambientale e turistico: non si può dare un'immagine di questo paese così devastante. Non è più pensabile lasciarle ancora li". All'incontro ha anche partecipato il sindaco Taccone, che è anche assessore alla Pesca, che ha ritenuto legittime e motivate le istanze dei pescatori. Ed entro febbraio l'amministrazione si è impegnata a dare risposte ai pescatori relativamente al mercato ed al porto.

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