Nuovi ricoveri per l’influenza: è «caos» al pronto soccorso

All'ospedale «Umberto I». Aumentate le richieste di intervento, segnalati disagi per le lunghe attese

SIRACUSA. Calano le temperature e arriva puntuale come ogni anno l'influenza anche in provincia. Un po' in ritardo, complice la temperatura più mite di questo inverno, ma da giorni ormai si registra in ospedale una maggiore affluenza di pazienti che chiedono di essere curati per l'arrivo dell'influenza. E il caos si registra soprattutto al Pronto soccorso del presidio di via Testaferrata, dove si rivolgono pazienti di ogni età per qualunque tipo di sintomo, ma non solo i pazienti che magari hanno delle patologie già pregresse, che sono in situazioni più critiche e che quindi necessitano di cure più approfondite. Aumentando l'affluenza aumenta quindi l'attesa per i pazienti che hanno bisogno di essere assistiti, con inevitabili disagi per i pazienti. Ma aumentano anche i ricoveri e come avviene in altre strutture ospedaliere sia della Sicilia che nel resto d'Italia, i pazienti sono costretti ad attendere intere giornate prima di essere assistiti. Le lamentele non mancano ma il personale sanitario e medico cerca di intervenire per evitare i maggiori disagi. I pazienti che si rivolgono alla struttura sono soprattutto quelli anziani, i broncopatici, i cardiopatici e i pazienti diabetici, che presentano i tipici sintomi dell'influenza.
«La struttura è sotto stress - afferma il direttore del pronto soccorso Elino Attardi - perché come avviene due volte l'anno, in estate per la presenza di pazienti che hanno le patologie tipiche per il caldo e in questo periodo per il maggiore afflusso dovuto all'influenza, aumentano le richieste e quindi i ricoveri». Il rimedio migliore per combattere l'influenza rimane il vaccino. Le rassicurazioni che i medici invitano a non dimenticare riguardano soprattutto i pazienti a rischio, anziani, bambini e donne in gravidanza: occorre cautela se si hanno dei sintomi come raffreddore e febbre alta, curarsi, evitare di esporsi al freddo, rivolgersi ai medici di famiglia e solo nei casi più gravi al Pronto soccorso per evitare disagi e attese.

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