Ato idrico, nuova guerra sugli impianti: la «Sai 8» rilancia le diffide ai Comuni

I sindaci di Buscemi e Canicattini decisi a dare battaglia. Pippo Gianni: «Bono torni alla guida del consorzio»

SIRACUSA. Nuova diffida da parte di «Sai 8» nei confronti dei Comuni che non hanno consegnato gli impianti del servizio idrico. A Buscemi a Palazzolo ma anche a Canicattini sarebbe arrivata una nuova lettera da parte del gestore privato che sollecita ancora una volta i Comuni a procedere alla consegna degli impianti. Una nota che sarebbe stata notificata all'inizio del mese di gennaio, inviata prima però delle dimissioni del commissario del consorzio Gustavo Cardaci, che ha rimesso in discussione l'organizzazione dell'Ato anche in vista della nuova legge regionale sul servizio idrico. Ma i sindaci non hanno intenzione di fare alcun passo indietro, dopo i tanti ricorsi presentati per chiedere la sospensiva sulle nomine dei commissari e dopo la ferma opposizione al collegio arbitrale che l'Ato dovrebbe affrontare per la richiesta di risarcimento danni da parte di «Sai 8». «Si tratta di una richiesta illegale - afferma il sindaco di Buscemi Giuseppe Giansiracusa - perché non abbiamo alcun rapporto con Sai 8 ma solo con il consorzio. Per questo promuoveremo con gli altri sindaci un'azione congiunta, resisteremo ancora come abbiamo fatto finora».
Intanto dopo i sindaci a chiedere che alla guida del consorzio dopo le dimissioni di Cardaci torni il presidente della Provincia, Nicola Bono, è il deputato regionale Pippo Gianni. «Il presidente della Provincia- afferma Gianni -, nel periodo in cui ha operato alla presidenza dell'Ato, ha dimostrato grandi capacità organizzative ed assoluto e indiscusso rispetto dell'interesse generale. Il suo coinvolgimento in un'azione giudiziaria, che per fortuna si è concluso con un'assoluzione piena per lo stesso Bono, cosa della quale siamo sempre stati assolutamente certi, oggi fa si che il capo dell'amministrazione provinciale, torni subito a ricoprire il suo posto di presidente dell'Ato idrico. Bono, nel passato, ha dimostrato di saper bene svolgere il suo ruolo di controllore delle attività della società privata che gestisce il servizio idrico, con l'intento di tutelare gli utenti». Per Gianni il consorzio ”deve tornare ad essere la casa di tutti i comuni della provincia in cui gli stessi si riconoscono e dove vedono garantiti i diritti fondamentali dei propri amministrati”.

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