Corsa al Parlamento, il sindaco Visentin «tentato» dal salto

Il primo cittadino non sarebbe propenso ad una seconda competizione per il Vermexio: troppe le fibrillazioni nei partiti del Centrodestra

SIRACUSA. L’amministrazione comunale del sindaco Roberto Visentin potrebbe avere i giorni ”contati”. Il primo cittadino approfittando della ”chance” dello scioglimento anticipato di Camera e Senato starebbe infatti seriamente prendendo in considerazione la possibilità di chiudere la sua esperienza a palazzo Vermexio già da subito, e tentare la corsa per un posto nel prossimo Parlamento. Dopo aver perso il ”treno” dello scorso novembre, quando per poter aspirare ad una candidatura alla Camera o al Senato avrebbe dovuto restituire il mandato di primo cittadino entro i primi quattro giorni del mese, per Visentin si tratterebbe di una seconda opportunità. Una occasione ”ghiotta” per rimettere in gioco una sua possibile candidatura a Roma. A ”patto” di ottenere in lista una posizione ”utile” per l’elezione in uno dei due rami del Parlamento, considerando che sia l’ex ministro Stefania Prestigiacomo che il senatore Bruno Alicata contano di essere ancora nella partita. Valutazioni che al momento emergono da indiscrezioni e voci di corridoio. E che sarebbero stato oggetto di ”colloqui” con i vertici di quel che resta in città del «Popolo della libertà».
Oltretutto le dinamiche in continua evoluzione su tenuta dei partiti e coalizioni avrebbero del tutto allontanato la possibilità per Visentin di una seconda candidatura per palazzo Vermexio. E lo stesso primo cittadino non sarebbe propenso a ripetere l’esperienza alla guida del governo della città. A questo punto la possibilità di una candidatura per la Camera dei deputati o il Senato cadrebbe come si suol dire ”a fagiolo”. Secondo i ”bene informati” sarebbero state avviate una serie di trattative in questa direzione anche perchè i termini per la presentazione delle dimissioni da sindaco, necessarie per poter aspirare ad una candidatura per il Parlamento, sarebbero piuttosto stretti. Sette giorni dopo il termine di scioglimento delle Camere. Si fa riferimento ai comuni con più di 20 mila abitanti. Lo scioglimento anticipato delle Camere avrebbe quindi rimesso in gioco la possibilità di candidatura per tantissimi sindaci. Che a questo punto lavorano per non lasciarsi sfuggire questa inaspettata seconda occasione.

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