Quattro rapinatori in azione a Priolo Colpo alle poste, bottino: seimila euro

L’ufficio nel mirino è quello di via Fico. I banditi erano armati con due pistole. «Sequestrati» i dipendenti

PRIOLO. Sono entrati dal retro, scardinando la porta con un arnese, 4 rapinatori armati di pistola che hanno assaltato ieri mattina l’ufficio postale di via Fico, a Priolo. Sono riusciti a portare via circa 6 mila euro per poi scappare in macchina, una Fiat «Panda», che è stata ritrovata dagli agenti del commissariato di polizia di Priolo qualche chilometro più avanti. Si tratta di un’auto rubata diversi giorni fa nella provincia di Catania ed è probabile che provengano da li gli autori della rapina. Una banda ben organizzata ed addestrata, secondo gli inquirenti, che, per convincere i dipendenti dell’ufficio postale a non fare resistenza hanno spianato due pistole. Avevano il volto coperto dai passamontagna ed hanno fatto tutto nello spazio di pochi minuti, come dei veri professionisti, prendendo una grossa fetta del denaro conservato nel locale. Il piano se lo erano studiato nei dettagli, a cominciare dal giorno e dall’orario, perchè quando hanno fatto irruzione non c’erano clienti. L’ufficio era, infatti, chiuso al pubblico e così, invece di entrare dalla porta principale hanno scardinato quella del retro. Un particolare piuttosto importante, che lascia spazio all’ipotesi di una loro visita a Priolo nei giorni scorsi, magari per fare un sopralluogo e capire i punti deboli dell’ufficio di via Fico. Non è escluso che qualcuno del posto gli abbia dato alcune ”coordinate” ma non ci sono, per il momento, dei sospetti da parte della polizia, al comando del dirigente Fabrizio Fazio. L’allarme è scattato poco dopo la fuga della banda e sul posto, oltre agli agenti, sono arrivati i carabinieri della stazione di Priolo, agli ordini del maresciallo, Santo Parisi, che hanno sentito i testimoni del colpo. Alcuni di loro erano sotto choc ed hanno ricostruito quei minuti drammatici, che gli sono sembrati un’eternità. I rapinatori, secondo una prima ricostruzione, si sarebbero impossessati di alcuni cellulari dei dipendenti, forse per evitare che chiamassero subito le forze dell’ordine e guadagnare tempo. C’era sicuramente un’altra auto ad attenderli nel punto in cui hanno lasciato quella rubata. Una ”staffetta” che gli avrebbe così permesso di allontanarsi senza troppa frenesia, mentre gli agenti del commissariato stanno provando a verificare se i filmati delle telecamere di sicurezza hanno immortalato l’azione del gruppo. I testimoni, comunque, hanno fornito le descrizioni fisiche della banda ma le indagini sono puntate nel catanese.

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