Acqua a Noto, la società taglia i morosi, esplode il sindaco: aiuteremo i poveri

In aula accuse alla «Sai 8», che gestisce la distribuzione. Chiesta un’inversione di rotta

NOTO. L'amministrazione comunale continuerà ad essere a fianco di quei cittadini che hanno grande difficoltà a pagare le bollette dell'acqua. Ma sia chiaro: con altrettanta forza continuerà a ribattere l'inaccettabile pratica della sospensione, proprio nel caso di mancato pagamento, della fornitura d'acqua. «Mi auguro che tali tristi episodi non abbiano più a ripetersi. Altrimenti agiremo di conseguenza»: parole dure quelle pronunciate da Corrado Bonfanti, sindaco di Noto, che sulla vicenda distacchi di utenza operati da Sai8 anche nei confronti di cittadini indigenti è stato fin troppo categorico. Così come categorico è l'ordine partito dal consiglio comunale: «L'Ato deve recedere dal contratto di appalto del servizio idrico integrato a causa dell'avvenuto fallimento della Sogeas». È l'indicazione del consiglio comunale che ieri l'altro ha ratificato la mozione, già discussa durante la seduta aperta della fine del mese scorso, legata ai tanti problemi provocati dalla gestione Sai8.

Acqua col contagocce, bollette superpesanti, distacchi di utenze, fornitura a tempo in molti quartieri - in testa quelli del centro storico - lettura di contatori mai effettuata e altri mille e passa disservizi. Sono stati ancora tantissimi i cittadini utenti che nella serata di martedì hanno fatto sentire la voce del dissenso per un servizio, quello dell'ente che dal gennaio 2009 cura la gestione idrica integrata, ritenuto del tutto inefficiente. Ma il consiglio comunale ha chiesto all'Ato idrico di «intimare a Sai8 il blocco nuovi distacchi di utenze». E non è tutto: c'è anche la richiesta ufficiale avanzata al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta di «revocare l'incarico del commissario straordinario Gustavo Cardaci (una nomina che di fatto priva tutti i sindaci dei loro poteri), e di ripristinare la gestione ordinaria dell'Ato Idrico in attesa che si realizzi l'auspicata modifica della normativa e si riconsegni il servizio idrico al pubblico».

In buona sostanza la massima assise municipale netina ha scritto una nuova pagina che costituisce senz'altro un precedente. Un passa parola che da qui a breve potrebbe coinvolgere gli altri comuni dell'intera provincia. «L'invito ai presidenti dei consigli comunali e ai sindaci è di prendere atto, condividendone le ragioni, del ripristino della gestione ordinaria dell'Ato Idrico», ha detto il presidente della massima assise municipale Corrado Figura. Ma le incognite sul caso sono ancora tante.   

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