Priolo, l’inchiesta al Comune Nuovi particolari sui sussidi

Un dipendente dell’ufficio Politiche sociali sorpreso mentre stava alterando le pratiche

PRIOLO. L’inchiesta sui sussidi di solidarietà rilasciati dal comune di Priolo si arricchisce di nuovi particolari.
A cominciare da un esposto arrivato al commissariato di polizia nel mese di settembre, che ha consentito agli inquirenti di muovere il primo passo, fino alla perquisizione nell’ufficio dell’assessorato alle Politiche sociali culminata con il sequestro di numerosi atti relativi al 2011 ed al 2012. Durante la visita degli investigatori nell’ufficio del Comune, uno dei dipendenti avrebbe provato a cambiare la carte in tavola, manomettendo la documentazione che, probabilmente, lo avrebbe inchiodato alle sue responsabilità. Una mossa che, però, non è sfuggita agli agenti di polizia, che hanno fermato il tentativo dell’impiegato pubblico.
Un particolare che avrebbe confermato i sospetti degli inquirenti su alcune strane erogazioni di contributi di solidarietà ed al termine del blitz sono stati spiccati due avvisi di garanzia. Non è, però, la prima volta che l’assessorato alle Politiche sociali di Priolo finisce in un’inchiesta, perchè nel 2010 furono i carabinieri della stazione, al comando del maresciallo Santo Parisi, a compiere una perquisizione nei locali del Comune ed anche in quell’occasione seguì l’acquisizione di numerosi atti, portati in caserma per essere esaminati. L’indagine ebbe inizio grazie ad alcune segnalazioni da parte di persone che erano state escluse dalla possibilità di godere del sussidio, convinte di essere state scavalcate da altri che, invece, non avevano alcun diritto.
I militari sospettavano che alcuni sussidi fossero stati elargiti a commercianti o ad artigiani, fatto sta che tutta la documentazione è finita sulle scrivanie della magistratura. Non si conoscono gli esiti di quell’inchiesta ma non si esclude che possa essere incrociata con quella avviata dagli agenti del commissariato di polizia di Priolo. La Procura ha, dunque, tra le mani gli ultimi 4 anni del lavoro compiuto dai dipendenti e dai funzionari dell’ufficio delle Politiche sociali. C’è, però, un’altra inchiesta, che corre parallela alla prima, e che interessa da vicino l’assessorato ai Lavori pubblici.

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