Studio della Cna: «Quest’anno 500 aziende costrette a chiudere»

Duecento erano impegnate nel comparto edile, le altre nei settori commerciale e artigianale: 2.500 lavoratori hanno perso il posto

SIRACUSA. Cinquecento aziende che hanno cessato la propria attività nel corso di quest'anno, di queste solo duecento erano impegnate nel comparto edile e centocinquanta ciascuna nei settori commerciale e artigianale. Pesante anche il dato occupazionale, che rileva la perdita complessiva di duemilacinquecento lavoratori. Un anno dalle tinte fosche quello emerso dal focus che è stato realizzato dalla Cna, la confederazione nazionale dell'artigianato, intervistando cento imprese, e presentato ieri mattina nella sede dell'associazione in via Trapani. Secondo i dati snocciolati dal presidente provinciale Antonino Finocchiaro la classifica per settori è guidata da quello commerciale che nel 2012 ha perso il 54,7 per cento del proprio fatturato, seguito dal settore alberghiero con il 48 per cento, quello edile con il 47 per cento, i trasporti con il 41,9 per cento ed il manifatturiero con il 41 per cento. I comuni della provincia pesantemente colpiti dalla crisi, secondo la Cna, sono Lentini, Carlentini, Francofonte, Floridia, Rosolini e Pachino. «I piccoli imprenditori - ha detto il presidente provinciale di Cna, Antonino Finocchiaro - dimostrano di essere portatori di essere capaci di sacrificarsi in un contesto che non ne favorisce lo sviluppo. Va rilevato che in massima parte sono costretti a contare solo su sé stessi, stretti tra le difficoltà create dalla burocrazia, il peso di una pressione fiscale sempre più elevata e sul blocco di investimenti che almeno a livello locale potrebbero consentire il rilancio del settore». Ma la Cna, con il responsabile per il settore finanza agevolata, Gianpaolo Miceli, ha anche annunciato un programma di mobilitazioni in tutti i comuni contro l'aumento dell'Imu. Si partirà venerdì prossimo dall'area artigianale di Floridia. «Da mesi abbiamo alzato il livello di mobilitazione - ha detto Miceli - lo faremo adesso anche in provincia per chiedere una riduzione delle aliquote fissate per l'Imu, a nostro avviso inique che rischiano di portare al collasso il sistema della piccola e media impresa».

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