La Erg punta sull’energia eolica, Ionio Gas finisce in liquidazione

Nuove acquisizioni per la società della famiglia Garrone che diventa primo produttore in Italia
Siracusa, Archivio

PRIOLO. L’Erg col vento in poppa nel settore dell’energia pulita e sempre più lontana dal petrolio e dal gas. Con l’acquisizione dell’80 per cento di Ip Maestrale Investments, infatti, il gruppo della famiglia Garrone diventa il primo produttore per l’eolico in Italia. Un’operazione che garantirà alla società nata nel settore petrolifero, e che in provincia ha realizzato l’attuale raffineria Isab Sud di Priolo ed aveva acquisito quella dell’allora Agip, di poter contare su una ulteriore capacità già installata di 636 Megawatt. Un investimento attuale di 28,2 milioni di euro per l’80 per cento della società, una controllata della Gdf Suez, con l’opzione per il restante 20 da far valere entro tre anni. I parchi eolici, però, hanno un valore ben superiore, stimato in 859 milioni di euro a scadenza dei finanziamenti al 2022. Il più vasto, per 161 Megawatt, è costituito da torri eoliche in provincia, nel Catanese, nel Palermitano e nel Trapanese; poi Sardegna (111 Megawatt), Campania (95 Megawatt), Puglia (91 Megawatt), Basilicata (55 Megawatt) e Molise (37 Megawatt). Sono cinque, invece, i parchi eolici acquisiti in Germania, per altri 86 Megawatt. «L’operazione con Gdf Suez, primario operatore mondiale nel settore dell’energia, è di grande rilevanza strategica per il gruppo Erg - rileva Luca Bettonte, amministratore delegato - che diventa così, tramite la controllata Erg Renew, il primo produttore di energia eolica in Italia e tra i primi dieci in Europa, accelerando il proprio sviluppo internazionale con l’ingresso nel mercato tedesco».
«Ionio Gas» in liquidazione
Una strategia che si consolida per la società della famiglia Garrone, in linea con la decisione del cda di Erg del luglio scorso, quando fu comunicata la scelta di abbandonare il progetto del rigassificatore di Priolo, a cui avrebbe fatto seguito quella di Shell, l’altra componente della joint-venture. Ora la nomina di Piero Rundo a liquidatore di «Ionio Gas» rende palese la fine del progetto, inizialmente stimato in 450 milioni di euro e rimasto, dopo sette anni, senza l’autorizzazione unica della Regione. Un business, quello del gas, da cui Erg si è defilata anche nel Modenese, uscendo dalla società per il deposito di gas di Rivara. Stessa sorte che sembra dover seguire nel petrolio: sino ad ora la quota all’interno di Isab, la newco realizzata con i russi di Lukoil per le due raffinerie di Priolo, si è ridotta al 20 per cento ma il percorso sembra segnato.

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