Blitz del ministro, Paola Severino incontra i detenuti

Prima delle celebrazioni per i 40 anni dell’«Isisc», il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha fatto, sabato scorso, un salto nel penitenziario di contrada Cavadonna per conoscere le condizioni di vita dei 510 ospiti e di lavoro del personale
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Ha voluto vedere il detenuto che qualche mese fa le ha fatto un ritratto e scritto una lettera. Prima delle celebrazioni per i 40 anni dell’«Isisc», il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha fatto, sabato scorso, un salto nel penitenziario di contrada Cavadonna per conoscere le condizioni di vita dei 510 ospiti e di lavoro del personale. Era molto incuriosita di conoscere la storia di quel deteneto che, prima di salutarla, le ha regalato un quadro ad olio. «È stata un’esperienza emozionante - spiega il direttore del carcere, Angela Gianì - anche perchè la visita del ministro non è stata affatto formale. Ha voluto vedere il nostro biscottificio, rimanendo molto sbalordita dal lavoro che viene svolto in quello che è uno dei nostri fiori all’occhiello. Ha voluto che fosse scattata una foto con il personale che ogni giorno ci mette passione».
Il ministro si è soffemarto, per qualche minuto, con un centinaio di detenuti, raccolti nella cappella del penitenziario che ospitava il reliquiario della Madonna delle Lacrime. «C’era - dice il direttore del carcere, Angela Gianì - il rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, Luca Saraceno, che ci ha fatto questo regalo. Il ministro ha detto ai detenuti di approfittare di questo momento di pace in chiesa per portarlo anche nei loro cuori». Si è anche parlato delle condizioni di vita nel penitenziario che ha abbondantemente superato la capienza massima, fissata intorno a 350 unità. «Il ministro - dice il direttore del carcere di Cavadonna, Angela Gianì - ci ha assicurato che il governo sta predisponendo un pacchetto per la giustizia in grado di risolvere il problema del sovraffollamento». Il governo, infatti, ha promesso fondi per i penitenziari e soprattutto interventi legislativi per favorire le misure alternative, come i domiciliari e svuotare così le celle.

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