Augusta, tre tombini non funzionano: fogne a cielo aperto in via Buozzi

AUGUSTA. Per oltre un giorno hanno dovuto convivere con i cattivi odori dei liquami provenienti dai tombini tappati e che in qualche caso sono arrivati fin dentro i cortili delle loro abitazioni. Così è stato per i residenti del primo tratto di via Bruno Buozzi, ma anche di via Giuseppe Di Vittorio, due popolose zone della Borgata dove insistono diverse palazzine private e popolari, ma anche il Polivalente, un istituto scolastico che ospita i bambini più piccoli del terzo istituto comprensivo "Todaro". E che ieri mattina dovevano stare attenti a non mettere i piedi nelle grosse pozzanghere maleodoranti, che si sono formate a seguito del guasto dei tre tombini che "si è verificato domenica pomeriggio- racconta Gaetano Salamone che risiede in una casa di edilizia popolari di via Buozzi-. Io stesso ho contattato più volte i vigili urbani che mi hanno detto di chiamare la Sai 8, ma non mi ha risposto nessuno e fino ad oggi pomeriggio (ieri per chi legge ndr) non si è visto nessuno, così siamo costretti a camminare sopra una vera e propria fogna. Tra l'altro tutti i liquami sono arrivati dentro il nostro cortile dove - continua- c'è un altro tombino che a nostre spese abbiamo fatto stappare circa 20 giorni fa e che si è tappato di nuovo. Non intendiamo spendere più soldi per questo servizio che, tra l'altro la Sai 8 dice che non è di sua competenza perché il tombino di trova dentro un recinto, mentre in realtà si trova in un'area pubblica".
La situazione si è poi risolta nel tardo pomeriggio, così come ha fatto sapere la stessa società, che ha invitato i tecnici che hanno effettuato le necessarie operazioni di spurgo dei tre tombini, consentendo il deflusso dei reflui accumulati nella strada e ripristinando le normali condizioni igieniche. Non è la prima volta che questa fognatura si tappa e crea problemi di vivibilità ai residenti, costretti a respirare gli odori nauseabondi, e che suona come una beffa anche perché, come tutti gli altri augustani, continuano a pagare nella bolletta idrica la tassa per una depurazione dell'acqua che non esiste, non essendo il Comune di Augusta dotato di un epuratore.
Un problema questo che non è stato ancora risolto, e se da un lato una sentenza della corte di Cassazione ha decretato l'illegittimità del pagamento della tassa in assenza di depurazione, con il conseguente risarcimento per i cittadini che in questi anni hanno versato la relativa quota, dall'altro la "Sai 8" ha sempre dichiarato che aspetta le decisioni in materia dell'Ato idrico, che non ha ancora deliberato sul risarcimento agli utenti di una somma che non è dovuta, nonostante i solleciti e gli appelli arrivati in tal senso.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook