Avvertimento in via Filisto: un bar nel mirino

Un ordigno rudimentale è stato piazzato nella notte davanti all’attività commerciale: danneggiate anche tre auto parcheggiate nelle vicinanze
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Tra una decina di giorni ci sarebbe stata l’apertura del bar «Dom Perignon» di via Filisto con un nuovo gestore. Il passaggio di consegne è stato ”salutato” ieri notte con una bomba dal forte potenziale, sebbene si tratti di un ordigno rudimentale. L'onda d'urto ha sfondato la vetrata dell'attività, fatto crollare i marmi esterni e danneggiato tre auto parcheggiate vicino al locale, una Honda «CR-V», una Fiat «Bravo» ed una Seat «Arosa».

L’esplosione non ha scatenato un incendio e non è stato necessario per i vigili del fuoco usare i manicotti per gettare acqua ma nel corso del sopralluogo, compiuto insieme agli agenti di polizia, sono stati rinvenuti i resti della bomba artigianale. Che possa trattarsi di un avvertimento del racket delle estorsione è una ipotesi probabile, almeno per gli uomini della Squadra mobile ma il quadro è abbastanza fosco. Il rebus da risolvere è se il messaggio fragoroso è stato recapitato al vecchio o al nuovo proprietario.

«Stiamo cercando di compiere delle verifiche - ha spiegato il capo della Squadra mobile, Tito Cicero - ed abbiamo sentito uno dei due». Cosa abbia detto, gli inquirenti preferiscono tenerselo per se ma la pista del racket non è l’unica che passa per la testa degli inquirenti. Non si esclude che chi ieri notte ha piazzato l’ordigno possa avere delle ruggini, piuttosto incrostate, con uno dei due gestori, per questo la Mobile sta scavando nella loro vita privata, in cerca di qualche elemento che possa accendere i riflettori su questa vicenda.

L’esplosione si è verificata nel cuore della notte, intorno alle 2, ed è stata talmente violenta che ha svegliato numerosi residenti di viale Zecchino. Le sirene degli antifurto delle auto e quelle dei mezzi dei pompieri hanno scosso dal letto quelli che non avevano sentito nulla. Nella zona ci sono, comunque, delle telecamere di sicurezza che potrebbero avere ripreso dettagli importanti, tra cui i volti degli attentatori oppure la loro fuga. Se così fosse, per gli agenti della Squadra mobile sarebbe più agevole non solo svelare i responsabili ma anche capire se con l’intimidazione di ieri notte c’entrano le organizzazioni mafiose.

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