Noto, l’sos di una disabile al Comune: Palazzo Nicolaci per noi è inaccessibile

NOTO. Quei quattordici gradini che da tre anni e mezzo negano l'accesso al piano nobile di palazzo Nicolaci, parte del quale è di proprietà dal Comune. Quattordici gradini: poca cosa per chi può contare sull'uso delle gambe, un ostacolo invincibile per chi in cima a quella scala ci deve arrivare in carrozzina. Un dramma per tanta gente (sono decine i turisti in carrozzina che chiedono di poterlo visitare) che, arrivata davanti al grande portone, a malincuore, deve fare marcia indietro. Non per Giusy Pricone, la combattiva diversabile che da anni conduce la battaglia per il pieno rispetto delle persone con serie difficoltà a muoversi. Invitata per la presentazione di un libro proprio a palazzo Nicolaci, Giusy Pricone, che in questi anni ha lanciato un grido d'allarme contro l'emarginazione in cui la città ha cacciato le persone con handicap motori, non s'è persa d'animo e con l'aiuto di amici è riuscita a oltrepassare «l'ostacolo e raggiungere il salone delle feste. In quel palazzo - racconta oggi - io non dovevo esserci. La mia presenza in quel luogo vietato a chi vive taluni gravi problemi è stata possibile solo grazie all'affetto di alcune persone (tra cui la poetessa Angela Argentino, autore insieme a Emma Di Stefano del libro «Dondola in silenzio»), che in assenza di ausili di cui dovrebbe essere dotato il più visitato palazzo della città, mi hanno sollevata di peso. In molti, a cominciare dal sindaco e dall'assessore alla Cultura - aggiunge Giusy Pricone che il 2 aprile del 2009, giorno dell'inaugurazione di palazzo Nicolaci dovette tornare indietro - si sono chiesti come avevo fatto a superare i quattordici gradini. Tutti sono a conoscenza che quella meraviglia di palazzo non è aperto ai diversabili, ma nessuno è intervenuto. Era così complicato prevedere uno scivolo?», si chiede oggi. Per lei le difficoltà di movimento a Noto sono dovute a due cause: l'incuria del Comune e l'insensibilità dei cittadini. «Non sopporto chi parcheggia sui marciapiedi e i negozianti che con sedie e tavolini ostruiscono scivoli e passaggi riservati ai pedoni. La nostra è una città che si sofferma poco a osservare e riflettere. Non c'è sensibilità. Difficile buttare giù le barriere architettoniche? Più facile è però combattere quelle culturali: basterebbe applicare le sanzioni previste per legge». Ma dal Comune annunciano i primi interventi: «A cominciare da Sala Gagliardi, contenitore culturale che ospita decine di manifestazioni - ha detto il sindaco Corrado Bonfanti - dove sarà sistemata una pedana mobile per superare la rampa di scale che porta nel piano rialzato».

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