Fondazione "Inda", corsa al posto di sovrintendente

Il cda Spaccato. Bocciata l’indicazione del sindaco per Manuel Giliberti, la spunta Porcheddu proposto da Centanni. Balestra è nella terna dei candidati

SIRACUSA. L’ultima parola spetterà adesso al ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi chiamato a decidere quale sarà la figura più idonea, rispetto ai tre nominativi presentati, a ricoprire la carica di sovrintendente della fondazione «Inda». Il consiglio di amministrazione dell’istituto ieri mattina è infatti tornato a riunirsi sotto la presidenza del sindaco Roberto Visentin. E la scelta operata conferma un consiglio di amministrazione ”spaccato” e che per quanto riguarda l’ultimo nominativo da inseririre nella terna ”si è dovuto contare”.

Il consiglio di amministrazione della fondazione si è ritrovato unanime nella decisione di inserire nella rosa di nomi da paresentare al ministro il nome del sovrintendente uscente Fernando Balestra. Unanimità anche sul nome di Andrea Perrone, uno dei ”candidati” che hanno presentato il curriculum per il ”posto” di sovrintendente. Ma all’atto della scelta del terzo nominativo sono riemerse le stesse divergenze che già nelle scorse settimane avevano alimentato forti polemiche. Il sindaco, a quel che è dato sapere, ha proposto il nome di Manuel Giliberti, unico siracusano ad aver presentato domanda, e con alle spalle una esperienza di guida all’Inda.

Una ”candidatura” quella di Giliberti che il sindaco aveva già definito ”legittima” e munita dei necessari requisiti. La proposta è stata condivisa anche da Antonino Portoghese e Pietrangelo Buttafuoco ma ”bocciata” da altri quattro membri del consiglio, era assente Antonietta Trombatore, che hanno invece perorato la causa di Andrea Porcheddu, 45 anni, critico teatrale e fino a qualche tempo fa docente di metodologia della critica dello spettacolo alla facoltà ”Design e arti” dello «Iuav» di Venezia, la stessa università di cui è docente Monica Centanni. La candidatura di Porcheddu, oltre al sostegno della Centanni, ha ricevuto anche quello di Giovanni Nuzzo, Giorgio Patrizi ed Enza Signorelli. Del consiglio fa parte anche Enrico Di Luciano, quale presidente dell’associazione «Amici dell’Inda», ma senza diritto di voto. L’associazione nelle scorse settimane era stata protagonista di un duro scontro con il sindaco in quanto sostenitrice della proposta di riconferma della nomina a Balestra.

Il ”dado” comunque è tratto. Ed il fatto che la designazione del terzo nominativo sia stata fatta a maggioranza lascia presagire una nuova ondata di polemiche. Che non potranno certo esaurirsi nell’ambito dell’organismo dell’«Inda». Ma che piuttosto animeranno il dibattito tra i partiti. Da ricordare che «Cantiere popolare» si è opposto ad una eventuale riconferma di Balestra, definendo la sua gestione ”fallimentare”, mentre da Fli e da Fabio Granata sono arrivate attestazioni di segno diametralmente opposto.

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