Crisi di lavoro a Priolo: Riva & Marini, pronti 29 licenziamenti

Via alla mobilità. I dipendenti si trovano attualmente in cassa integrazione, che scadrà a fine anno

PRIOLO. Via alla mobilità per ventinove lavoratori della Riva & Mariani, l'azienda del settore chimico che opera nell'area industriale di Priolo ed è specializzati nelle opere di coibentazione all'interno dei cantieri.

L'indicazione è stata ribadita dall'impresa al termine dell'incontro svolto venerdì alla presenza dei sindacati. Confermata la volontà di attivare le procedure di mobilità per il personale attualmente sottoposto in scadenza della cassa integrazione prevista il 31 dicembre.
La vertenza è scoppiata nei mesi scorsi dopo la contrazione delle commesse di lavorazione per l'impresa impegnata da anni nell'indotto del polo petrolchimico, che ha causato il taglio dei posti di lavoro, con l'apertura delle procedure di cassa integrazione che sono state rinnovate nei mesi scorsi, in attesa di una soluzione che potesse consentire il rientro degli operai.

Nel corso dei mesi estivi però la situazione è rimasta immutata e ha portato lo scorso agosto alla sigla di un accordo con cui si proseguiva all'iter di cassa integrazione fino al termine di quest'anno. Una crisi senza fine per l'area industriale di Priolo che deve fare i conti con la perdita finora di oltre duemila posti di lavoro negli ultimi due anni solamente nell'indotto metalmeccanico, edile e chimico, proprio causato dalla riduzione degli investimenti e dalla chiusura di decine di aziende.

In mobilità sono complessivamente cinquantanove dipendenti impegnati negli stabilimenti dell'azienda. Sono distribuiti per ventinove unità nel polo petrolchimico di Priolo, ventitré unità nell'indotto produttivo di Gela e altre quattro nella sede centrale di Milano.
A mobilitarsi è la segreteria nazionale e provinciale dell'Ugl chimici che hanno ottenuto la convocazione di un nuovo confronto con l'azienda entro la prima decade di novembre. Uno spiraglio che ha indotto le rappresentanze sindacali ad escludere in questa fase qualunque attività di mobilitazione e l'avvio dello stato di agitazione.

"Chiediamo sia fatto tutto il possibile per tutelare i livelli occupazionali - hanno spiegato i sindacalisti - evitando quello che sarebbe l'ennesimo dramma sociale per un territorio già fortemente colpito dalla crisi. Il prossimo incontro sindacale è stato fissato per il 9 novembre, ultima data utile per la trattativa sindacale, dopo la quale il confronto si trasferirà al ministero del Lavoro, dove speriamo di poter trovare soluzioni positive e garantire la continuità occupazionale a questi lavoratori".

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