Priolo, vertenza degli operai ex Sina i sindacati: «Tregua sulle proteste»

Convocato un nuovo confronto tra la committente e le aziende. Evitati presidi davanti a raffinerie

PRIOLO. Una tregua sul fronte delle proteste nell’area industriale per la vertenza che riguarda l’inserimento dei lavoratori ex Sina Service di Priolo all’interno dei due cantieri di Isab affidati alla Set ed alla Demont. Lo hanno stabilito le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil ieri mattina nel corso della riunione convocata alla Cisl alla presenza dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Paolo Zappulla, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò insieme alle rappresentanze dei metalmeccanici, con cui è stato deciso di prorogare tutte le iniziative di mobilitazione e subordinarle ad un nuovo confronto che è stato chiesto alla committente ed alla Demont ed alla Set per l’applicazione dell’accordo che prevede l’assunzione di sessanta operai della Sina Service divisi per metà tra le due aziende che sono subentrate nell’appalto.
In questa fase solo la Set ha fin qui assolto gli impegni avviando i colloqui e le assunzioni per le trenta unità previste dall’accordo già elaborato in Prefettura. La vertenza si era complicata nei giorni scorsi giungendo ad una vera e propria rottura nel corso della riunione svolta nella sede di Confindustria, perché sarebbero rimasti fuori dall’intesa dieci unità. «Tutte le iniziative di mobilitazione sono state responsabilmente sospese – hanno sottolineato i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Paolo Zappulla, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò insieme ai segretari di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, Gesualdo Getulio, Sebastiano Catinella e Marco Faranda – perché abbiamo deciso di confrontarci nella prima settimana di novembre con le aziende a cui chiediamo di raggiungere i numeri prestabiliti in tempi certi».
Un altro nodo da sciogliere riguarda l’applicazione dei contratti per l’inserimento dei lavoratori che sono attualmente in cassa integrazione. I sindacati che si riuniranno nuovamente lunedì, hanno chiesto che venga riconosciuto agli operai un contratto a tempo indeterminato con una stabilizzazione all’interno degli organici delle due imprese, proprio per la professionalità acquisita nel corso degli ultimi anni. La tensione resta alta tra i lavoratori e non sarebbero comunque escluse nuove iniziative di protesta se l’avvio delle assunzioni dovesse protrarsi ancora per altre settimane.

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