Autostrada per Gela, finanziamenti a rischio per i ritardi dell’Anas

Il tavolo permanente per il lavoro e lo sviluppo si dichiara fortemente allarmato per l’"imprevisto stop alla realizzazione del tratto autostradale"
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Hanno lanciato un appello per scongiurare il «rischio di disimpegno delle risorse per l’avanzamento dell’autostrada Siracusa-Gela». Un rischio che nell’immediato riguarda i lavori del tratto austostradale che da Rosolini dovrà arrivare fino a Modica.

A lanciare l’allarme è stato il Tavolo permanente per il lavoro e lo sviluppo che con una lettera si è rivolto al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei ministri, ma anche al ministro dei Trasporti, al presidente dell’Anas, al commissario del Cas, ai prefetti di Siracusa e Ragusa e ai parlamentari delle due province interessare alla realizzazione dell’importante opera pubblica. Il tavolo permanente per il lavoro e lo sviluppo si dichiara fortemente allarmato per l’«imprevisto stop alla realizzazione del tratto autostradale».

«Un’opera da 380 mila euro - si legge nella lettera - che rappresenta oggi una delle priorità del sud-est della Sicilia ed una delle principali rivendicazioni sostenute dal coordinamento espressione di tutte le forze sociali che, interpretando il disagio del territorio, ha organizzato iniziative e manifestazioni al fine di stimolare l’avvio di investimenti pubblici e privati». Il coordinamento ha specificato che il progetto della Rosolini-Modica è stato già definito dal Consorzio autostrade siciliane, e si trova all’ufficio tecnico dell’Anas per il via libera che consentirà di appaltare i lavori. Preoccupano i tempi dell’istruttoria che se non conclusa entro l’anno determinerà «la perdita della dotazione finanziaria».

In causa vengono chiamati il presidente di Anas Pietro Ciucci ed il dirigente Mauro Coletta. Viene tra l’altro evidenziato come la realizzazione del tratto autostradale oltre che muoversi sul piano della dotazione di infrastrutture al territorio rappresenti una boccata d’ossigeno sul piano economico-occupazionale e quindi anche sociale in un momento di grave crisi per il territorio.


P.L.

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