Rifiuti, ripartito il servizio di raccolta

La Tarsu rimane un "salasso" e restano in mobilitazione i settanta operatori che attendono la liquidazione degli stipendi di settembre

SIRACUSA. Operatori ecologici che protestano, strade sporche e continue segnalazioni di disservizi da parte dei cittadini. Il tutto corredato da una «Tarsu» tra le più alte in Italia. Mentre l’appalto per il servizio di igiene urbana resta paralizzato dal «no» della Regione al bando elaborato dal Comune e in città gli operatori protestano per i ritardi nei pagamenti degli stipendi, all’orizzonte non sembra profilarsi alcuna riduzione della tassa sui rifiuti. Attualmente si pagano 3,45 euro al metro quadrato per le civili abitazioni, 5,55 euro per le attività ricettive, 9.45 per gli studi professionali e 13 euro per i centri commerciali. La media annua in Sicilia, rispetto agli ultimi studi effettuati da «Cittadinanzattiva», è di 294 euro ma in città si supera quota 400 euro con un costo di 11 euro in più rispetto a Catania, 69 alla «Tia» di Agrigento, 122 euro in più di Enna e 146 di Ragusa.

Il consiglio comunale aveva approvato un atto di indirizzo per introdurre incentivi per chi conferisce i rifiuti nel centro comunale di raccolta. «Il voto sul regolamento - ha detto il capogruppo del Pd, Giancarlo Garozzo - ha però vanificato l’atto di indirizzo perchè gli incentivi non sono stati previsti e quindi per quest’anno non cambia nulla». L’atto di indirizzo, che ha visto il consigliere Fabio Rodante come primo firmatario, impegna il Comune a prevedere gli incentivi nel nuovo bando. L’appalto, però, resta bloccato dopo che la Regione ha ribadito che ad affidare il servizio deve essere la Società di regolamentazione dei rifiuti, ancora in via di costituzione. Resta poi il problema degli operatori ecologici. Ai settanta lavoratori, come hanno confermato le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil ”è stato chiesto di rientrarein servizio e completare le attività di pulizia in tutta la città”.

I rappresentanti sindacali, però, hanno anche confermato lo stato di agitazione perchè gli operatori non ricevono gli stipendi dal mese di settembre. Per questo restano ferme tutte le attività straordinarie come la pulizia delle strade e dei cassonetti. «Abbiamo escluso lo sciopero, ma l'esito della riunione svolta con il sindaco non ci lascia tranquilli - hanno spiegato dalle segreterie dei sindacati di categoria - per questo abbiamo confermato il mantenimento dello stato di agitazione ed il blocco di tutte le attività di straordinario, fino a quando non verranno effettuati i pagamenti ai lavoratori». I sindacati hanno anche sollevato le difficoltà dovute alla carenza di personale rispetto all'estensione delle aree cittadine ed ai numerosi servizi previsti dal capitolato. «L'organico che attualmente è di duecentosessantotto unità va incrementato - hanno detto dai sindacati - perché allo stato attuale si riesce a coprire solo con grande difficoltà il servizio nell'intero perimetro urbano che comprende anche le zone balneari».

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