Noto, infiltrazioni a San Domenico. Slitta l’apertura

Dopo vent’anni la chiesa doveva essere ancora consegnata, ma già ci sono problemi di umidità. La scoperta dopo il sopralluogo dei tecnici

NOTO. Considerata «la più pura e compiuta realizzazione del barocco netino» e dall'inizio del 1990, specie all'interno e sino a qualche mese fa è stata avvolta da ponteggi per i lunghi, interminabili e a tratti difficili - anche per la farraginosa macchina burocratica - lavori di restauro. Svariati i milioni di euro spesi per far tornare a splendere quel gioiello barocco opera di Rosario Gagliardi. Ora è tutto, o quasi, pronto per la sua riapertura e per la restituzione del monumento alla diocesi di Noto, che seppur assegnataria dell'immobile per lo svolgimento di attività di culto e pastorale - il bene rientra nel patrimonio dello Stato, nel Fondo Edifici di Culto del ministero dell'Interno - non ne ha mai avuto la disponibilità. E' la chiesa di san Domenico, l'edificio religioso che sorge, in posizione di risalto, dietro la villetta di Ercole. Dopo vent’anni, seppur lentamente, si gira pagina. Tutto pronto per la riapertura del grande portone? Macché; la chiesa deve essere ancora consegnata - all'interno è in atto un cantiere per l'impianto di illuminazione - e già palesa problemi di umidità e infiltrazioni d'acqua. La scoperta durante il sopralluogo dei tecnici del Comune (che ha curato l'intervento per la realizzazione dell'illuminazione artistica) al quale hanno preso parte il sindaco Corrado Bonfanti e l'assessore Daniele Manfredi. L’articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola.

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