Le nomine all’Inda, Visentin: «Balestra sarà nella terna»

Il sindaco replica alle accuse sulla scelta del sovrintendente: «Nessuna riconferma»
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. «L'Inda non può diventare terreno di scontro, tanto da metterne in discussione il prestigio. È inaccettabile. Perché si tratta di un patrimonio dell'intera città». Il sindaco Roberto Visentin, nella qualità di presidente della fondazione interviene nella polemica che ha travolto l'Inda per la nomina del nuovo sovrintendente e invita tutti «ad abbassare i toni». «Occorre discutere della questione con serenità» dice, ma nel contempo contrattacca chi ha puntato il dito contro di lui, a cominciare dal presidente dell'associazione «Amici dell'Inda», Enrico Di Luciano. «La gestione dell'Inda è stata trasparente sotto ogni profilo - ha detto Visentin - e questo grazie al lavoro di squadra che si è fatto fino adesso. Per quanto riguarda Balestra, il suo incarico è in scadenza. È stato già rinnovato una volta. Il consiglio di amministrazione aveva già deciso di inserire il suo nome nella terna da sottoporre al Ministro ai beni culturali a cui spetta la scelta».
Visentin ”statuto alla mano” evidenzia come l'inopportunità di un nuovo rinnovo a Balestra sia stata condivisa anche dal magistrato della Corte dei conti presente nel cda della fondazione. «Il rinnovo di quattro anni - è stato aggiunto - fu un fatto eccezionale perchè il contratto era in scadenza, il cda era scaduto e c’era la stagione degli spettacoli da preparare». Dal consiglio di amministrazione sarebbero emerse anche altre indicazioni. E precisamente la disponibilità del nuovo sovrintendente ad assicurare la sua presenza in città ed il fatto di percepire un compenso di quasi cento mila euro l'anno lordi.
«Tra i sette aspiranti alla carica che hanno presentato curriculum - ha aggiunto il primo cittadino - figura anche il nome di un siracusano, Manuel Giliberti. Che ha le qualifiche per ricoprire l’incarico. Non capisco dunque perchè il suo nome non possa far parte della terna. E non si possa dare anche a lui il 33,3 per cento di possibilità di diventare il nuovo sovrintendente così come la si dà agli altri aspiranti». Tra i ”candidati” pure Luca Barbareschi, Ninni Cutaia e Walter Pagliaro. A Di Luciano poi l'invito a porre fine «a basse insinuazioni» e l'annuncio che a breve gli ultimi bilanci della fondazione saranno resi pubblici.«Il fatto poi che le mie indicazioni abbiano obiettivi elettorali o politici - conclude Visentin - è assolutamente ridicolo». 

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