Pozzi inquinati: "Altri cento a rischio"

È la denuncia lanciata dal consigliere provinciale del Pd, Gino Gionfriddo, che ieri mattina in via Malta ha presentato un dossier che ripercorre le tappe dell'inquinamento da idrocarburi dei pozzi, da quando vennero scoperti ad aprile, finora, un documento con gli interventi avviati dal settore Ambiente per monitorare la situazione
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. «Finora sono stati scoperti nove pozzi posti sotto sequestro dall'autorità giudiziaria in contrada Spalla, ma sono convinto che ce ne siano altri». È la denuncia lanciata dal consigliere provinciale del Pd, Gino Gionfriddo, che ieri mattina in via Malta ha presentato un dossier che ripercorre le tappe dell'inquinamento da idrocarburi dei pozzi, da quando vennero scoperti ad aprile, finora, un documento con gli interventi avviati dal settore Ambiente per monitorare la situazione.
Alla conferenza anche Liddo Schiavo e il consigliere comunale di Melilli, Antonio Annino. «Non voglio creare allarmismi - sottolinea Gionfriddo - ma vorrei che ci fosse un'attenzione adeguata da parte di tutte le istituzioni, perché in zona vi sono altre centinaia di pozzi privati non dichiarati. In questi casi né l'Arpa né altre istituzioni possono intervenire senza un'ordinanza del sindaco». Ed è proprio un maggiore coordinamento che auspica tra comuni, Provincia, Arpa e ministero dell'Ambiente. «Sappiamo - aggiunge - che la fonte dell'inquinamento è Priolo, l'Isab ha ammesso le proprie responsabilità e sta eseguendo indagini». Per Gionfriddo servirebbe un intervento del ministero, che dovrebbe curare le attività di bonifica e di risanamento e del prefetto. Un caso simile di inquinamento, come ricorda Gionfriddo, avvenne anni fa nel pozzo Cannamela e in quel caso furono fatti interventi mirati. Dove sono stati sequestrati i nove pozzi contaminati, ribadisce Gionfriddo, ci sono attività commerciali, artigianali, produttive e sportive. «Dal dossier - aggiunge - si evince come tutti gli enti del territorio stiano svolgendo le proprie incombenze. È assente l'attività dei comuni, cui la legge affida il compito attraverso ordinanze di potersi introdurre nelle abitazioni private e fare ogni indagine. Se non vogliamo che Priolo e Melilli diventino una nuova Taranto, occorre che la politica si assuma le proprie responsabilità». «In questo momento - dice Annino - è fermo l'emungimento e i livelli dell'acqua salgono, non sappiamo cosa potrà accadere. Invito tutti a una mobilitazione a prescindere dall'appartenenza politica».

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