Trasporti a Spinagallo, la protesta dei residenti

«Lo scorso anno - ha spiegato Ioana Aschilean, una residente della zona - c’erano già forti disagi. Quest’anno è peggio perchè il bus che collegava gli istituti scolastici anche con il carcere di Cavadonna, per i figli dei dipendenti, non passa del tutto»

SIRACUSA. «I nostri figli perdono giornate di scuola perchè non c’è nemmeno un autobus». Esplode la protesta in contrada Spinagallo dove molte famiglie convivono con l’assenza di trasporti. Una navetta, in realtà, c’era e collegava l’area, a due passi dall’ippodromo, con Fontane Bianche e Cassibile. «Lo scorso anno - ha spiegato Ioana Aschilean, una residente della zona - c’erano già forti disagi. Quest’anno è peggio perchè il bus che collegava gli istituti scolastici anche con il carcere di Cavadonna, per i figli dei dipendenti, non passa del tutto». Il risultato è che oltre 20 bambini rischiano, ogni giorno, di non poter frequentare le lezioni. «Per tutta la zona è un servizio importante - ha aggiunto Aschilean - perchè con gli impegni di lavoro molte famiglie hanno forti difficoltà ad accompagnare i piccoli a scuola». Il collegamento doveva partire già dal primo ottobre ma di bus, in contrada Spinagallo, non se ne vedono. «Ci sentiamo abbandonati - dice Aschilean -. Abbiamo avuto difficoltà anche solo per contattare gli uffici del Comune e capire cosa ne sarà del servizio». A farsi portavoce dei residenti è il consigliere comunale di «Futuro e libertà, Salvo Cavarra. «I residenti - sostiene l’esponente di ”Fli” - chiedono, giustamente, chiarimenti sui bus navetta che non servono più la zona. Si sentono abbandonati dal Comune perchè non hanno alcun collegamento». Per questa ragione Cavarra si rivolge sia al sindaco Roberto Visentin che all’assessore comunale alla Viabilità, Mauro Basile. «Intervengano - sostiene il consigliere - perchè ai bambini non può essere negato un servizio così importante». Nella zona problemi anche per i cassonetti dei rifiuti. «Chiedo all’assessore all’Ambiente - conclude Cavarra - di verificare la possibilità di aumentare il numero dei cassonetti e posizionarli più vicini alle abitazioni».

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