Priolo, cantiere fermo da due giorni Sciopero degli edili della «Sics»

Paralizzati gli stati di avanzamento lavoro a causa del mancato trasferimento dei fondi
Siracusa, Archivio

PRIOLO. Cantiere fermo da due giorni e rischio di cassa integrazione per i lavoratori. È proseguito ieri lo sciopero degli operai edili della Sics, che ha sede in contrada Mostringiano, a Priolo. L'azienda impegnata nell'appalto per la realizzazione del raddoppio della strada statale 124 che collega Siracusa a Floridia, oltre ai lavori al porto di Siracusa, tra i quali anche all'interno della zona industriale di Priolo, nonchè alle varie commesse sparse per la Sicilia, si è vista paralizzare i propri stati di avanzamento lavoro a causa del mancato trasferimento di risorse da parte della Regione, Anas, Consorzio autostrade siciliane e di alcuni comuni committenti delle opere. Un blocco legato al rischio di sforamento del «patto di stabilità», che va però a ripercuotersi direttamente sui duecento operai che non sono stati pagati da tre mesi e che da venerdì sono in sciopero. Ieri i lavoratori hanno presidiato prima gli accessi dell'azienda a Priolo, quindi si sono trasferiti a Siracusa per un sit-in di protesta durato oltre due ore, davanti alla sede del Comune, che è uno degli enti committenti del progetto relativo all'ammodernamento del porto. Al loro fianco i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil insieme ai segretari di categoria, che hanno incontrato il sindaco Roberto Visentin insieme ad una delegazione di operai. Proprio dal sindaco è giunto l'impegno a sollecitare l'assessorato regionale alle Infrastrutture a rendere immediatamente disponibili una parte di quelle somme già sbloccate su decisione del governo dopo l'appello rivolto dall'Ance. Venerdì anche il prefetto Renato Franceschelli nel corso di un confronto con le rappresentanze sindacali aveva ribadito il proprio impegno a sollecitare i vertici dell'Anas e del Cas per gli stati di avanzamento lavori da liquidare all'impresa.
«Abbiamo ricevuto l'impegno a sbloccare i pagamenti - hanno detto i sindacati - e ne verificheremo l'attuazione già dai prossimi giorni». Oggi intanto i lavoratori rientreranno in cantiere. «È stato deciso di ritornare a lavorare - hanno sottolineato in segretari provinciali di Fillea, Filca e Feneal, Domenico Bellinvia, Paolo Gallo e Severina Corallo - saranno ripresi i lavori in attesa che vengano liquidati i primi fondi che sono stati dati all'impresa per lavori già eseguiti». Resta ancora da definire oggi alle 17 nel corso di una riunione tra sindacati ed aziende la vertenza relativa all'inserimento di una parte degli operai di Sina Service all'interno degli impianti Sud di Isab, con possibili nuovi presidi già a partire dai prossimi giorni. 

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