Caritas, indigenti in aumento: oltre 4 mila assistiti

Parte il secondo anno della scuola. Dierna: «Bisogna avere maggiore capacità di ascolto»
Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Una scuola dell’ascolto e della carità per stare vicino a chi vive nella disperazione. E le persone in grande difficoltà, lo dicono gli ultimi dati della Caritas diocesana, sono sempre di più. I dati parlano di un aumento del 27 per cento di coloro che si rivolgono ai servizi assistenziali con un bilancio che conta su oltre 4.100 indigenti, tra i quali ben 429 sotto i cinque anni. Una situazione drammatica che sembra non avere una fine, non nell’immediato.
«Purtroppo - ha spiegato Filippo Villaruel, vicedirettore della Caritas - il numero delle persone che hanno bisogno aumenta in maniera esponenziale». E negli ultimi mesi c’è stata anche una sorta di evoluzione sotto il profilo delle richieste. «Prima si rivolgevano a noi per i pacchi spesa - ha spiegato Antonello Ferrara, responsabile dei Centri di ascolto della Caritas -, adesso invece riceviamo anche richieste di persone in cerca di lavoro o che chiedono aiuto per pagare le bollette».
In questo quadro, tutt’alto che rassicurante, si inserisce il secondo anno della «Scuola della carità», l’iniziativa voluta fortemente dalla Caritas diocesana, che già l’anno scorso ha riscosso grande successo. «Quest’anno - ha spiegato Rodolfo Dierna, direttore della Caritas - la scuola si pone come obiettivo la conoscenza delle tecniche dell’ascolto. È per questo che abbiamo deciso di coinvolgere psicologi e assistenti sociali che terranno le lezioni durante gli incontri previsti dal programma». L’obiettivo è quello di coinvolgere tutto il territorio della diocesi e per questa ragione le lezioni si svolgeranno nei quattro vicariati, quello cittadino ma anche Augusta, Lentini e Palazzolo. «Il nostro intento - ha aggiunto Ferrara - è quello di coinvolgere tutta la comunità, non solo chi opera nella carità. L’obiettivo finale deve essere quello di elaborare progetti di recupero personalizzati in base alle esigenze di ciascuno».
A tenere i corsi, oltre allo stesso Ferrara, che si occuperà del «Metodo Caritas», ci saranno anche Rita Zito, una psicologa e Franco Sciuto, che è anche il difensore dei diritti dei bambini. A loro spetterà il compito di parlare del «Metodo d’ascolto» e del «Progetto di recupero». Un’altra lezione sarà invece dedicata alla «Rete con i servizi sociali». In città gli incontri, partiti ieri, si terranno nella parrocchia Maria Madre di Dio in viale Santa Panagia.
Il 17 novembre è invece previsto un incontro pubblico, che coinvolgerà tutti i vicariati, al Santuario della Madonna delle lacrime. L’argomento dell’incontro sarà «Comunità alla carità». «Bisogna fare capire - ha poi continuato Villaruel - che la carità non è elemosina e che questa gente ha bisogno di essere ascoltata e capita».

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