Visentin, non c’è la sfiducia

Il capogruppo del Pd, Giancarlo Garozzo, ha motivato il documento: Un atto dovuto. Il sindaco, che va verso la conferma dell’incarico, ha replicato elencando i risultati raggiunti

SIRACUSA. Gli applausi della maggioranza al proprio sindaco, gli strali dell'opposizione e il primo cittadino che va verso la conferma del proprio incarico. Nel giorno della ”madre di tutte le battaglie”, come il sindaco Roberto Visentin ha definito la mozione di sfiducia, l'aula del consiglio comunale si è trasformata in un ring dove non sono mancate accuse e colpi bassi.
In discussione c'era il provvedimento proposto dall'opposizione e firmato da 17 consiglieri, a fronte dei 27 necessari per approvare la mozione. A illustra la sfiducia è stato il capogruppo del Pd, Giancarlo Garozzo che ha parlato di ”un atto dovuto” augurandosi di ”assistere all'ultimo consiglio di questa sindacatura” ma ammettendo al tempo stesso la difficoltà nel raggiungere la quota necessaria ad approvare la mozione. Un provvedimento in ventisei punti che condanna l'amministrazione per le vicende legate al piano regolatore, ma anche all'igiene urbana, la manutenzione, l'illuminazione pubblica e l'”incapacità di progettare”.
Il sindaco, dal canto suo ha raccolto la sfida e ha replicato punto su punto, in qualche momento anche in maniera concitata parlando di una ”sfiducia pomposa, ripetitiva e povera di riferimenti ad atti concreti”.
Il primo cittadino ha ricordato quanto fatto in questi quattro anni al governo tracciando un bilancio che alla fine ”ha un saldo positivo” soprattutto alla luce ”di un contesto economico drammatico”. «Ciò che tempo - ha dichiarato il sindaco - è l'arrivo di un commissario regionale per nove mesi». Poi Visentin ha ribattuto punto su punto ai rilievi dell'opposizione. «Lotte di potere non ce ne sono state - ha detto il sindaco - e i rimpasti sono stati legati a un quadro politico in continua evoluzione. Sulla vicenda cassoni il Comune è stata parte lesa ed è ridicolo parlare di illuminazione pubblica carente». Contrattacco del primo cittadino, che alla fine del proprio discorso ha strappato gli applausi della propria maggioranza, anche sul fronte piano regolatore. «Le associazioni - ha detto Visentin - si sono interessate al Prg solo dal 2008 in poi. Prima non interessava a nessuno. Io ho affrontato la vicenda con pragmatismo e con coerenza ricordando che il piano, in molti casi, aveva già prodotto i propri effetti. Tutti ci hanno dato ragione e io non ci sto a fare il parafulmine. Non ho fatto consulenze e il concorso sui vigili urbani non ha nulla di clientelare». Replica dura anche sul bilancio con Visentin che si è scagliato contro l'aula. «Il consiglio - ha continuato il sindaco - si assuma la responsabilità di non aver confermato l'Irpef con le conseguenze che questa decisione ha sulla tenuta dei conti».

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