Crisi dell’edilizia, i sindacati: «Imprese al collasso»

La Cisl e la Filca: «Opere ferme, bisogna sbloccare i pagamenti»

SIRACUSA. Un settore al collasso che rischia di perdere nei prossimi mesi decine di imprese edili e nuovi posti di lavoro a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità alla Provincia ed ai Comuni e per iter autorizzativi troppo lunghi. La Cisl insieme alla Filca, la federazione che rappresenta i lavoratori edili ha indicato un elenco di opere che restano ferme in provincia proprio a causa delle lungaggini burocratiche. «Ad allungare l'elenco dei progetti bloccati non c'è soltanto il patto di stabilità - hanno sottolineato i segretari provinciali di Cisl e Filca, Paolo Sanzaro e Paolo Gallo - su molti lavori pendono i ricorsi al Tar, al Cga, certa negligenza amministrativa e lo stesso Urega. Ai lavori in città per la realizzazione della nuova rete fognaria, per il teatro comunale e per il porto turistico potremmo aggiungere i trentasei milioni di euro già pronti per il porto di Portopalo e fermi perché l'assessorato regionale all'Ambiente si ostina a non dare le concessioni demaniali, oppure i lavori già appaltati per le rotonde lungo la strada "Maremonti" e ferme senza che se ne sappia il motivo».
Numeri pesanti per il settore edile quelli indicati dalla Cisl e dalla Filca che hanno parlato di oltre duemila posti di lavoro persi negli ultimi due anni e duecentocinquanta imprese che hanno cessato l'attività. Il sindacato si è rivolto anche alla classe politica della provincia ed alla Prefettura chiedendo un confronto aperto sulla vicenda. «Il patto di stabilità - hanno sottolineato Sanzaro e Gallo - oltre a bloccare i lavori, sta causando, per il mancato pagamento degli stati di avanzamenti dei lavori alle ditte, forti ritardi anche nel pagamento degli stessi stipendi agli operai. In qualche caso si registrano anche tre mesi di ritardo. Lavoratori che finanziano le stesse aziende con il loro lavoro. Abbiamo un settore con molti disoccupati e con occupati senza stipendio. Alla politica il compito, ognuno per il proprio ruolo e per la competenza territoriale, di indicare le priorità di intervento, sbloccare laddove possibile i lavori e spingere perché ulteriori freni esterni vengano rimossi». Vi. Cor.

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